A distanza di ormai quasi due anni abbiamo risentito i sempre disponibili Hugo e Jessica, che ci parlano con appassionata partecipazione del loro ultimo album, “A Strange Utopia”, un viaggio tra mondi impossibili e fantastici....
Ciao Hugo e Jessica, bentornati su Heavyworlds! Nuovo album, nuova intervistatrice.. spero sia ok per voi. Bene.. iniziamo..!
Hugo: Ciao Anna! È un piacere per noi essere tornati. Voi ragazzi ci supportate sempre.
Jessica: Sì è davvero bello essere tornati!
Sono passati quasi due anni dall'ultima intervista a proposito del vostro album “Poles”. Avete lavorato nello stesso modo per “A Strange Utopia” o è cambiato qualcosa di significativo?
Hugo: Sono già passati due anni? Oh, il tempo vola Smiley Beh riguardo al modo in cui lavoriamo, non è stato molto diverso, sai. Credo che abbiamo lavorato praticamente nello stesso modo. L'unica cosa diversa è stato il ritmo di lavoro, che è stato un po' più veloce rispetto a Poles, e perciò lavorare con Jess è stato più facile. Inoltre comprendo molto meglio il modo di cantare di Jessica e immagino che lei capisca meglio le mie idee, anche se di solito chiede se ero alticcio quando ho scritto alcuni dei testi che difficilmente hanno senso al di fuori del regno della mia conoscenza.. ma su, di chi è la colpa? Può darsi che fossi un minimo, ma solo un minimo fuori di me.
Tornando alla domanda, continuo a mandare a Jessica i testi e i primi demo, e Jessica rimanda le sue prime interpretazioni, chiede consigli, e poi è solo questione di aspettare le versioni finali e i miglioramenti di Jess. Qualche volta lei adatta i testi alla musica. È inutile dire che di solito ciò che lei mi manda come demo è già talmente buono che necessita di pochissimi miglioramenti, o almeno la maggior parte delle volte. Quindi, nonostante il modo in cui canta, è una brava persona. Eheh, ovviamente sto scherzando... è il modo in cui canta che è buono.... (scusate per il mio comportamento).
Jessica: Sì, la collaborazione ora è più semplice, sappiamo cosa aspettarci l'uno dall'altra e ora sono più abituata al tipo di musica che Hugo scrive, e inoltre più sicura quando si tratta di decidere cosa fare vocalmente.
“A Strange Utopia”, come ha detto Eleonora nella recensione, non è un album facile, ma questa dal mio punto di vista è una qualità perchè credo che così vi si possa trovare qualcosa di nuovo ogni volta che lo si ascolta. Ma questa “raffinatezza” è qualcosa che cercate di ottenere lavorandoci su o è frutto del tuo spontaneo modo di comporre? (Non so se sia chiaro.. haha)
Hugo: Direi che il mio “semplice” approccio alla scrittura dei testi è forse più complesso rispetto a quello di molte altre band là fuori (Non so se è chiaro). E quando mi spingo a un altro livello, come su di E-Motions, quello è sicuramente un modo diverso di lavorare sulle tracce. So che “Garden Of all Seasons” è uno dei pezzi preferiti dai fan, ed è ancora diverso, perchè la complessità sta nelle parti vocali. Sono state registrate 15 tracce solo con Jessica. Non è qualcosa?
Ma la tua domanda è interessante, perchè quando compongo mi piace nascondere cose che si sentono solo se tu ehm...stai ascoltando... ascoltando attentamente, oppure se hai le cuffie. Alcune sezioni hanno strumentazioni o melodie multiple, o uno specifico suono, o effetto, o così via. Cioè, non tutte le canzoni hanno queste parti speciali, ma molte sì. Anche con il nostro primo cd, Poles, che ha un approccio più semplice, ho usato svariati strati di suoni in modo che lavorassero creando una particolare atmosfera.
E sì, ciò accade spontaneamente la maggior parte delle volte, anche se il mio modo di lavorare verte molto sul raffinare le strutture e creare una composizione che sia ricca nella sua totalità.
Credi che la musica dovrebbe essere sempre considerata come un modo di comunicare sentimenti, idee o messaggi o a volte dovrebbe essere solo puro intrattenimento senza impegno? Credo che la vostra musica possa essere considerata sia intrattenimento che “impegno”, perchè fa riflettere molto l'ascoltatore attento sul mondo di oggi.
Hugo: Entrambi, anche se ciò che è veramente importante è lasciare all'ascoltatore sensazioni che durino a lungo e dargli qualcosa di interessante e misterioso a cui pensare. Ma direi che dipende anche dal tipo di musica, naturalmente. Quando ti sintonizzi sulle radio più commerciali, senti musica fatta per intrattenere... e di nuovo, dipende da cosa l'ascoltatore vuole sentire. Potrebbe essere intrattenuto dal Metal ma non dal Pop.
Nel caso dei FoD, alcune canzoni sono principalmente d'intrattenimento; “Sonic Sensation” ne è un buon esempio, o la ri-registrazione di “Broken” di Jessica. In Poles, la canzone “Crossing The Bridge” ha una sezione dove abbiamo suonato con l'approccio di lavoro di Jessica e abbiamo sovrapposto 3 o 4 diverse parti vocali, in sincope, solo per divertimento. L'abbiamo fatto di nuovo in questo ultimo album, ma ora non ricordo esattamente dove... forse sto diventando vecchio, o sono solamente troppo concentrato sul nuovo album su cui stiamo lavorando Wink
Nella scorsa intervista dicevi che tutti dovrebbero dare la loro interpretazione ai tuoi testi, che potrebbe essere diversa dalla tua. È così anche per “A Strange Utopia?”
Hugo: Sì, a parte poche tracce le altre sono aperte a un'interpretazione individuale. Ovviamente dipende dall'umore e dalla situazione in cui le persone si trovano: mentre leggono i testi trasferiranno in essi le loro preoccupazioni, idee e stati d'animo. I testi devono combinarsi con la musica e se la musica è misteriosa o anche solo diversa dal solito, così possono essere anche i testi. Ma ci sono eccezioni, “Weight Of The World” e “Sonic Sensations” si prestano meno a interpretazioni, ma direi che, appunto, si tratta di eccezioni.
Ma... Cos'è per te questa “Strange Utopia”?
Hugo: Per me “Strange Utopia” è la capacità di riuscire ancora a sognare un posto diverso e migliore in un mondo così pieno di male come il nostro. Purtroppo ci sono ancora parecchie schifezze qui attorno e questo potrebbe essere un posto migliore, così stimo coloro che osano ancora sognare di mondi e Paesi diversi, anche se si tratta di intangibili Utopie. Dovremmo combattere per questo.
Quindi, “A Strange Utopia” è una collezione di mondi misteriosi che io considero utopie. La canzone “Sonic Sensations” parla di un mondo guarito dalla musica e fatto di musica e suoni. “Road Around Saturn” è una passeggiata attraverso le memorie di una persona. “Destructible Destruction” è un mondo dove il Male è la distruzione di se stesso. Così, vedi, questi sono mondi la cui esistenza è quasi impossibile, o almeno in senso letterale, anche se, come ti sarai chiesta, molte canzoni hanno forti connotazioni del nostro mondo e della nostra vita sociale. L'album è un invito a compiere questo viaggio, un viaggio dentro i Mondi Utopici.
Jessica, hai preso parte alla scrittura dei testi o il duro lavoro è spettato solo a Hugo?
Jessica: No, non ho scritto nessuno dei testi, a parte quello che avevo scritto qualche anno fa per la mia traccia “Broken”, per la quale Hugo ha creato un nuovo arrangiamento in modo che potesse comparire su questo album, come si è detto prima. Penso che Hugo scriva testi eccellenti, e se la cava egregiamente da solo in questa parte.
Hugo: Direi che il duro lavoro è in realtà quello di Jessica,cioè districarsi tra melodie e armonie e registrarle!
Jessica: Sì naturalmente, perchè dopotutto comporre arrangiare e registrare tutta la musica non è per niente un duro lavoro.. le parti vocali sono molto molto più complicate!! No ... Smiley Hugo è una persona che lavora duramente, questa è la verità!
In un tempo in cui molte band non fanno altro che imitare i grandi del passato o iniziano a suonare solo per raggiungere fama e ricchezza penso che chi, come voi, ha il coraggio e la capacità di sperimentare, mescolare generi diversi e creare qualcosa di originale debba essere tenuto in grande considerazione. Infatti ho l'impressione che quando avete iniziato a suonare/cantare la fama non fosse la vostra più grande ambizione.. ho ragione? Quando ho ascoltato l'album ho pensato che la vostra passione per la musica dovesse essere molto forte...
Hugo: Grazie! Ma certo, se fosse stato per soldi e fama non starei facendo tutto questo. È bello avere qualche riconoscimento, è buona cosa vendere un po'? Certo, sarei un ipocrita se dicessi di no. Ma questo non è il punto chiave. Uso coretti accattivanti di proposito su una traccia di tre minuti o scrivo testi dolci e carini? No, è qualcosa di più profondo. Se alla gente piace la musica e l'impegno, bene, fantastico. Altrimenti non mi interessa, davvero. Continuo a fare ciò che mi piace, che sia popolare o meno. Fortunatamente ai fans piace ciò che produciamo, ed è una bella cosa saperlo. Così, mentre compongo, non penserò troppo se una certa parte di una canzone non verrà capita o suonerà troppo bizzarra.
La cosa più importanti per me è fare davvero ciò che mi piace, ed è per questo che i Factory Of Dreams non sono una band commerciale con un approccio semplice e chiaro alla musica.
Jessica: Fortunatamente io e Hugo abbiamo la stessa opinione a riguardo. Vogliamo essere coinvolti nella musica con il cuore, senza altro scopo che quello di divertirsi, davvero.
Parlando del metal in particolare, cosa ne pensate della scena musicale degli ultimi anni?
Hugo: Ho visto che è uscita parecchia roba interessante recentemente, cose abbastanza originali che mescolano il metal con altri generi. Ho anche assistito alla rinascita del progressive metal, ed è inevitabile attribuire parte del merito ai Dream Theater. Alcune bands condividono il loro approccio alla musica, ma altre riescono a stupire. Prediligo i sottogeneri del metal piuttosto che, se vogliamo chiamarlo così, il metal classico o puro, nonostante sia cresciuto ascoltando bands come gli Iron Maiden, i Manowar o i Metallica.
È interessante il fatto che nell'album usi strumenti esotici, come il sitar o il berimbau. Come ti è venuta questa idea? È perchè hai viaggiato molto?
Hugo: Hmm, non in “Strange Utopia”. Ho usato il berimbau e il sitar principalmente sui cd dei Project Creation. C'è una canzone di “A Strange Utopia” dove forse uso il sitar, ma non ne sono completamente sicuro. Per quanto riguarda i Project Creation è una cosa naturale, perchè combinano il progressive metal con generi etnici, e quindi è forte. Ma uso un fantastico suono di flauto e altri strumenti etnici per i FoD, nel prossimo album lo stesso suono di flauto che ho usato ad esempio in “Sight of A Better Universe”, in Poles, comparirà con altri nuovi strumenti che sono un mix tra acustica/organica e elettronica.
Hugo, dimmi qualcosa sulla scena musicale del vostro paese. La vostra musica è apprezzata lì o è più popolare all'estero?
Hugo: è più popolare all'estero, anche se qui abbiamo alcune buone recensioni nelle riviste del genere, come ad esempio “Loud”, che da noi vende molto. Abbiamo il supporto anche di canali televisivi che passano i nostri video come “The weight of the world”. Tuttavia sento che il massimo riconoscimento arriva da fuori, cioè dall'America, dall' Inghilterra, dall'Italia e dalla Germania... Comunque abbiamo recentemente avuto numerose recensioni e interviste in Portogallo, il che significa che la consapevolezza sta crescendo.
Per quanto riguarda la scena musicale in generale, è piuttosto povera. Si vedono bands portoghesi che non fanno altro che imitare ciò che è già stato fatto all'estero. Cioè, è lo stesso anche in altri paesi e inoltre altri generi al di fuori dell'ambito commerciale non vengono supportati. La cosa buona è che negli ultimi due anni abbiamo visto crescere molte nuove bands e questo, nonostante tutto, è un buon segno del tentativo dell'industria musicale o degli artisti stessi di unirsi.
Sia Poles che A Strange Utopia sono concept albums.. E Inoltre ho letto che tu sei un autodidatta... Come fai? I concepts non sono un lavoro semplice! Perchè hai scelto tale forma per i tuoi lavori? Anche il prossimo album sarà un concept?
Hugo: Gli album dei Factory of Dreams non seguono una storia rigida come la saga dei Project Creation, ma nonostante ciò possono essere interpretati come concepts perchè i temi ruotano attorno a un'idea specifica e le canzoni hanno qualcosa in comune, tranne lo stile musicale. Poles trattava della differenza tra luce e oscurità e di come non possano vivere l'una senza l'altra, e inoltre parlava anche di questa fabbrica di fantasia o generatrice di illusioni. Ora che ci penso però è anche aperto a possibili interpretazioni. Credo che Poles suoni più come un concept rispetto a “A Strange Utopia”, che narra di alcuni mondo inpossibili. È un intero universo di impossibilità.
Io sono un autodidatta è vero, ma non al 100%, pechè ho studiato teoria musicale e ho preso lezioni di piano e di chitarra che però effettivamente non sono durate molto perchè mi annoiavano e preferivo muovermi più velocemente da solo.
Perchè concepts? Non lo so, forse perchè sono metodico e perchè mi piace che le cose abbiano un loro preciso ordine -un inizio e una fine- quindi, parlando del terzo album dei FoD su cui sto lavorando, posso dire che sarà meno concettuale, più libero, ma se sarai attenta vedrai che anche lì narrerò una storia. Questa volta i testi saranno più romantici, anche se alcuni seguiranno il sentiero opposto e forse saranno meno comprensibili. Ma tutto avrà un senso una volta che il titolo dell'album sarà rivelato insieme all'artwork e un singolo Wink Sto finendo di mixare le basi ora, e Jessica ci sta registrando su. Avremo inoltre un grande ospite che canterà con Jessica, che è Tiago “Linx” dei miei Project Creation e ex- Forgotten Suns. Una grande grande voce che si mescolerà dannatamente bene a quella di Jess.. e occasionalmente canterò anche io.
Oh, una cosa curiosa: quando ho iniziato a lavorare sul terzo album stavo cercando di non fare un concept... ma non ce l'ho fatta di nuovo!
Bene l'intervista è finita... vi ringrazio e spero di non avervi annoiati a morte! A Strange Utopia è un grande album e siamo davvero curiosi di sapere cosa faranno i FoD in futuro.. e anche di sentirvi live! Succederà?? Lo spero.. alla prossima!
Hugo: Mi fa piacere che ti sia piaciuto l'album, Anna. È sempre un piacere essere intervistati da Heavyworlds. Grazie davvero per il supporto! Spero che a voi fans italiani piaccia l'album... sentitevi liberi di andare nella nostra pagina ufficiale e buttarci giù qualche riga Wink
Jessica: Infatti.. è stato un piacere, grazie per il vostro tempo!