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5th Element

Raffaele “Raffo” Albanese


A cura di Maria Livia Rizzo

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In occasione della realizzazione del demo che precede l’uscita del primo full-lenght “Make The Difference”abbiamo fatto alcune domande a Raffaele Albanese, fondatore della band, per conoscere meglio i retroscena di quello che in ambito power metal si preannuncia come un progetto molto interessante. Ecco quello che ci ha raccontato.


Ciao Raffo! Parlaci innanzitutto di come è nato questo progetto. Cosa ti ha spinto a intraprendere questa strada?

Ciao! Nel 2009 ho passato un periodo di solitudine veramente pesante in cui sono stato letteralmente sopraffatto da emozioni e pensieri, spesso molto negativi.
Non so spiegarti come, ma questa sofferenza mi ha portato a scrivere molti pezzi validi in poco tempo.
Ero felice per quel che stavo creando ma triste per la mia vita.
Nell'ultimo periodo passato con i Winter Haze mi sono reso conto quanto il mio stile power fosse poco apprezzato e la cosa mi mortificava parecchio.
Ricordo ancora quando proposi One in a Million, pezzo che sarà incluso nell'album di debutto dei 5th Element, l'entusiasmo era pari allo zero e nessuno imparò mai il pezzo per provarlo in sala prove.
Così su consiglio di un mio amico, forse un consiglio dato in modo scherzoso, fondai i 5th Element come mio progetto solista, ma le cose erano destinate a cambiare.
Dopo l'uscita dai Winter Haze per divergenze personali e musicali i 5th Element e i From The Depth diventarono le mie band principali.

Il tuo progetto vede la partecipazione di ospiti nazionali e internazionali, su quale criterio ti sei basato per sceglierli e come ti sei trovato a lavorare e collaborare con loro?

Questo è un discorso complicato!
Alcuni li conoscevo di persona, altri li ho conosciuti su myspace in questi anni e altri ancora mi sono stati consigliati da persone che avevo già reclutato, un vero casino.
Ho scelto queste persone per vari motivi. Di base sono tutte abbastanza conosciute nell'underground, almeno nel loro paese, escluso Roberto Tiranti ovviamente che è un cantante di fama mondiale.
Ho visto in queste persone molto talento, passione e tanta voglia di fare la differenza, cosa importantissima per me.
Loro mi hanno garantito una sicura visibilità nei loro paesi grazie alla loro fama e un grande impegno senza chiedermi nessun tipo di compenso.
A queste persone devo veramente tanto e non smetterò mai di ringraziarle, sono persone d'oro.
Sono sicuro che buona parte di queste persone faranno parlare di loro molto presto...

Che cosa significa per te suonare power metal? Quali sono i gruppi o i musicisti che più ti hanno ispirato?

Suonare power metal per me vuol dire vivere, esprimere me stesso. Se smettessi di suonare power mi sentirei incompleto e triste.
Considero suonare power anche una sorta di missione. Il termine usato può far ridere, ma sono veramente stanco di vedere il genere che amo sempre in secondo piano, sempre deriso, sempre declassato.
Vorrei far tornare il power ai suoi antichi splendori, come era tra il 1997 e il 2004. Io sono solo un granello di polvere nel mondo della musica metal, ma spero di riuscire a dare il mio contributo affinché questo avvenga.



Quali sono le tematiche attorno a cui ruotano i testi delle canzoni dei 5th Element?

Sono tutti testi autobiografici. In questo album parlo di quello che ho passato in questi anni, solitudine, speranze, gioie, paranoie, dolori, tutto, non ho escluso quasi niente.
Fortunatamente grazie a Giulio Capone, sono riuscito ad esprimere al meglio quello che volevo raccontare, purtroppo sono ancora molto limitato sotto questo punto di vista a causa del mio inglese molto scolastico.
Ad ogni modo, sono molto legato a tutte le canzoni perché ognuna di queste rappresenta un periodo o un avvenimento specifico della mia vita.
Queste canzoni sono ricordi in musica.

Da qualche giorno su YouTube è disponibile il video del making of “Make the difference” demo. Raccontaci qualche aneddoto serio o divertente riguardante la fase della produzione di questo lavoro.

E' stato un lavoro veramente divertente! Trovarmi in studio con Giulio Capone e Santo Clemenzi mi ha fatto tornare quella gioia che avevo quando ho iniziato a suonare.
Io e Giulio avevamo lavorato insieme per il cd della mia precedente band, ma in quel caso i ruoli erano diversi. Ora ho l'onore di suonare davvero con lui.
Le parti strumentali dei 5 pezzi contenuti nella demo per le labels sono state registrate in una notte agli Old Ones Studio, abbiamo suonato fino al mattino.
Santo ha registrato le parti di basso in tempo record; è stato veramente formidabile.
In ogni caso non racconterò niente in particolare visto che è in arrivo il secondo video del making of!

Parliamo dei vostri prossimi passi. Ci sarà occasione di vedere a breve i 5th Element live?
Avete delle date in programma?


Il concerto di debutto si terrà il 9 luglio al Twilight, in provincia di Reggio Emilia.
In questa occasione presenterò anche la band con i componenti stabili, quelli che registreranno il secondo album.
Con noi suoneranno Bejelit e White Skull!
Non potevo fare un debutto del genere senza qualche ospite degno di nota, quindi ho chiesto a Morby dei Domine di fare un paio di pezzi con noi ed ha accettato.
Sono veramente onorato di suonare insieme a lui.

Da cosa deriva la scelta di questo nome per la band. Che cos’è, in definitiva, per te, il Quinto Elemento?

La scelta del nome è stata difficilissima, non ci dormivo la notte.
Dopo molti giorni, sono arrivato alla conclusione che una delle cose che mi affascinava di più in assoluto era l'ipotetica esistenza di un quinto elemento e il valore che ognuno di noi poteva dargli.
Il quinto elemento per me è quello che ci ha dato la vita, che ci spinge a vivere, che ci dà la forza di andare avanti.
Noi tutti possiamo dargli nomi diversi, ma sono convinto che questa forza esista.
Anche questi ragionamenti provengono dal famoso periodo di solitudine di cui parlavo precedentemente.

Qualche pensiero finale? C’è un messaggio particolare che vuoi esprimere o qualcosa che desideri comunicare a coloro che ascolteranno la vostra musica?

Prima di tutto ti ringrazio per l'intervista, per il resto posso solo dire:
ascoltate con il cuore e senza pregiudizi.

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