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ARC

DEWFALL

V.I.T.R.I.O.L.

   · Casa discografica: Autoprodotto
   · Anno: 2006
   · Genere: Melodic Death Metal
   · Website: http://www.dewfallband.com/
cover
A cura di Eleonora Muzzi


Preparatevi ad un incontro ravvicinato del terzo tipo. Perché questo album è una creatura poliedrica e mutaforma, quasi aliena. Dico aliena nel senso latino del termine, straniero quindi. Non credo ci sia una band in Italia che abbia caratteristiche anche solo accomunabili ai baresi/romani Dewfall, che con questo V.I.T.R.I.O.L. danno avvio alla loro carriera.
Numerose sono le influenze che permeano questo disco, un logo quasi black metal, un art work power, ma il contenuto e ben di più. C’è il death, il melodic di stampo svedese, il viking e il pagan, insomma, un bel po’ di robetta, ben rimescolata e suonata con tecnica e perizia.
A partire dall’opener Free entrace to hell fino alla conclusiva Comfort of a Night Rain abbiamo una carrellata di suoni diversi ma ben amalgamati, mai dissonanti e ben congeniati, quasi un’opera di ingegneria.
A parole è quasi difficile descrivere, bisogna ascoltare per rendersi conto della miriade di suoni che questi quattro ragazzi sono riusciti a tirare fuori dai loro strumenti e dalle loro voci. Ogni canzone è molto particolare, unica nel suo genere, e rimanda ognuna ad una o a più band. Una delle più palesi è la vichingeggiante In the shadow of Ragnarok, probabilmente il pezzo più riuscito dell’album, che riprende atmosfere in stile Amon Amarth per poi aggiungere un duello tra voci, pulita contro estrema, tipica del genere.
Potrei tentare di descrivere altre canzoni ma le parole a volte mancano. Il mestiere del censore diventa veramente arduo davanti ad opere di questo tipo. Pochi sono stati i dischi che mi hanno lasciato a bocca asciutta, senza parola, e generalmente sono dischi che prima o poi fanno il botto. Io spero che sia il caso dei Dewfall, perché sarebbe una ventata d’aria fresca nel metal italico, popolato da un underground a dir poco straripante ma che purtroppo poggia sui grandi pilastri classici e poche volte si vede uscire qualcosa di nuovo a livello più ampio.
Non posso che augurare in bocca al lupo e assegnare il voto che si meritano.

Lineup

Flavio Paterno - Voce e chitarre
Matteo Capasso - Chitarra, voce e tastiere
Valerio Lorè - Basso, voce
Andrea Puzo - Batteria
voto
Tracklist

01. Free entrance to hell
02. Forever Ghost
03. Skeleton’s Rising
04. In the shadow of Ragnarok
05. Black Solitude
06. Ravens of the Frost
07. The Secret Passage
08. The Serpent’s Cave
09. Comfort of a Nigh Raine

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