A cura di Valerio Ferrari
Ogni volta che nella biografia di una band ancora sconosciuta o senza contratto leggo ‘cantante lirica’ oppure ‘soprano voice’ cerco sempre di non partire prevenuto…nel corso degli ultimi 15 anni, da quando gente come Therion o Haggard o The Gathering hanno portato nel metal un certo tipo di cantato, ho assistito all’evolversi di tante ottime realtà e di, ahimè, altrettanti cloni spudorati che non hanno fatto altro che copiare inverosimilmente quanto creato dai maestri…
Mie fisime a parte, quando ho inserito il cd dei Ravenfalls nel lettore ho capito che in loro qualcosa di diverso c’è…per la cronaca i Ravenfalls nascono nel 2008 nella zona di Legnano, a cavallo tra le province di Milano e Varese, dall’unione di musicisti che precedentemente erano improntati maggiormente verso un Evanescence sound; iniziano subito a scrivere materiale inedito spostandosi verso un gothic metal orientato al doom e a sonorità classicamente death, unendo al tutto quelle contrapposizioni vocali tra female voice, scream e growl…e nemmeno dopo due anni di duro lavoro eccoli sorgere alla ribalta con questo “EP 2010” che presenta al mondo le prime loro quattro creature…
Parlando di songwriting, come già specificato sopra, i nostri tendono a costruire le proprie songs incastonando intelligentemente dei cambiamenti di tempo, nel quale esplodono le melodie cupe e malinconiche in netto contrasto con la cristallinità della voce di Federica, singer dotata di una timbrica dolce e sinuosa che aggiunge maggior originalità a questo ep…la prova del quintetto è degna, le ritmiche si sviluppano attorno a un lavoro di batteria e basso costante e tenace, gli assoli sono inseriti in pochi contesti in modo da non ‘rovinare’ l’atmosfera sinistra che asperge il sound della band. La produzione è palesemente ‘casalinga’, così come il mixing, mentre ciò che lascia un po’ l’amaro in bocca sono i suoni, dove una batteria troppo live (quel rullante!!!) e le chitarre un po’ troppo compresse fanno abbassare il tiro dei pezzi…ed anche la voce, vista appunto la particolarità, a volte appare troppo sfumata o sospesa.
Le tracks sono tutte ‘made by Ravenfalls’ e suonano tutte diversamente l’una dall’altra…se l’opener “Love Doesn’t Care” presenta un sound maggiormente gothic, innestato di ritmiche assassine durante lo scream voice e con un arpeggio iniziale che strizza l’occhio a certi contesti decadenti, “Northern Lights” abbraccia maggiormente un contesto epico, con arrangiamenti più doomeggianti, dove una batteria tormentata sostiene l’allungato cantato e le ritmiche effettate. “9 Years Ago” è il pezzo più tirato, in crescendo di pathos e energia, dove si passa dal doom funereo iniziale al finale pseudo-speed, attraversando stacchi dove la voce tiene in scacco l’ascoltatore…molto movimentata e ricca di cambi di tempo. Chiude “Helena The Baby Ghost”, forse il brano meno espressivo del cd nei suoi tre minuti e mezzo…cupa ma allo stesso tempo ariosa, non riesce a trasmettere quello che le prime tre tracce donano.
In conclusione promuovo il lavoro dei Ravenfalls ma sostengo sempre il ‘maligno’ pensiero che oltre al songwriting bisogna curare molto anche le fasi di registrazione…un buon lavoro, delle ottime basi per qualcosa che a mio parere può e deve maturare, ma ancora tanta strada da fare.
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Lineup Federica “The Black Rose” – voce
Blackheart – chitarra solista, scream vocals
Simone – chitarra ritmica, tastier
Andrea – batteria
Nello – basso, growl vocals
|  | Tracklist 01. Love Doesn’t Care
02. Northern Lights
03. 9 Years Ago
04. Helena The Baby Ghost
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