A cura di Anna Gandini
Ascoltando le prime canzoni di In The Black pare di trovarsi di fronte a dei discutibili Lamb Of God in gonnella in una versione più soft e meno tecnica con qualche cantato melodico qua e là che ricorda vagamente i Lacuna Coil e l'aggiunta di richiami al Thrash Metal classico che non guastano mai. Proseguendo nell'ascolto i toni si smorzano, il doppio pedale si allenta e la voce si fa più candida e adolescenziale (come in Falling Down) e a tratti si percepiscono le influenze dei primi anni di attività della band, nata come cover band di Nirvana e Silverchair. Poi di nuovo ritorna l'ondata di brutale violenza, in un continuo altalenarsi che non fa capire esattamente quale sia la direzione che le Nostre stiano intraprendendo. Non è un album thrash, nemmeno hard rock, né tantomento death ma una commistione di generi che paiono pezze attaccate qua e là a una base tuttavia solida (si tratta infatti di musiciste competenti). Quasi un tributo ai giganti del metal che hanno accompagnato la loro carriera di musiciste e di fan. Come da loro stesse affermato, infatti, si sentono le influenze di Metallica e primi Anthrax, e addirittura dei Carcass (in misura molto minore a mio parere).. Insomma, un lavoro controverso ma potente, questo In The Black, che ha come cavallo di battaglia il brano My Plague, forse sintesi dell'intero album, ideale per farsi un'idea del complesso, alterna riff violenti e cantato in growl a cantati melodici. Pezzi brevi, tosti, non particolarmente originali ma d'impatto. Ebbene sì, nel panorama metal mondiale non ci sono solo uomini e occasionalmente qualche bianca voce femminile. Sbucano anche donne con una discreta grinta.
A non convincere è forse l'eccessivo peso dell'immagine. Per quale strano motivo sono tutte e quattro così belle e brave? Non sarà forse la realizzazione “a tavolino” del sogno proibito della componente maschile del pubblico metallaro? Considerando il loro background e la loro carriera probabilmente non è così, ma un minimo dubbio rimane.
In ogni caso, accantonando i dubbi e lo scetticismo, le Kittie rimangono un'ottima band e godono di un certo peso considerando che il panorama musicale è quasi interamente dominato da uomini. Oltre a ciò contribuisce una discreta personalità che lascia trasparire la voglia di dimostrare di che pasta sono fatte e di non lasciarsi calpestare da nessuno.
Non sarà l'album che cambierà la vostra vita probabilmente, ma di certo non vi annoierà. E se siete ragazze potrebbe anche farvi brillare una piccola scintilla d'orgoglio.
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