A cura di Eleonora Muzzi
Che strana creatura che è il metal estremo. Volubile come la ormai proverbiale “donna”, ma al contempo spesso e volentieri incastrato in una prospettiva dalla quale non riesce a slegarsi, quasi fosse assolutamente immobile.
Poi ogni tanto arriva qualcuno a rompere gli schemi. Che venga dalla Norvegia, dall'Inghilterra o dalla Russia, e perchè no dagli Stati Uniti, qualcuno di tanto in tanto riesce a rompere la catena che imbriglia il metal estremo.
I De Profundis sono tra questi strani personaggi.
Dall'Inghilterra con calma e flemma sono arrivati alle soglie della Kolony Records e stanno mietendo vittime a suon di un ottimo black metal a tratti infarcito di note doom e con l'occhio che guarda verso i momenti acustici degli Opeth.
Abbiamo di fronte agli occhi, e alle orecchie, un album molto particolare, difficile da inquadrare bene nella sua complessità, magnificamente prodotto e magistralmente eseguito, nonché composto.
L'idea base è quella di mescolare il black metal classico di una ventina d'anni fa con elementi un po' più nuovi anche se già esplorati da altre band più dedite al funeral black che al progressive/avant garde. Abbiamo un forte utilizzo degli effetti distorcenti per le chitarre, una batteria tendenzialmente molto secca e quasi cartonata ma lo stesso piacevole da ascoltare, una voce gutturale e cavernosa, un basso che corre e da corposità dalle composizioni, oltre che un uso ottimo degli strumenti puliti (tranne la voce, che a parte il growl particolarmente profondo si esprime solo attraverso sussurri e lamenti) che spezza la monotonia dando aria alle composizioni. Nota di merito sulla sezione di arrangiamenti di tastiere e pianoforti, particolarmente azzeccati.
Insomma, un album ben azzeccato, senza sbavature, che molti fan del metal estremo più tendente al gloom e al doom apprezzeranno ad occhi chiuso. Consiglio prima dell'acquisto alla cieca un giro sul loro mypace, giusto per avere un'idea di cosa vi aspetta. I fan dei Darkthrone potrebbero non apprezzare certe velleità progressive, siete avvisati.
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