A cura di Anna Gandini
Thrashers nostalgici e per nulla abituati a prendersi sul serio, questo è l'album (o meglio, la band) che fa per voi. I F.K.U (ovvero “Freddy Krueger's Underwear”), al loro terzo lavoro, sono fedeli seguaci del thrash vecchia scuola, veloce, cattivo e graffiante. Non per niente il loro primo album s'intitolava “Metal Moshing Mad”.. non vi ricorda un certo gruppo chiamato Anthrax?
Ma non aspettatevi testi su malattie psichiche, esplosioni nucleari, guerre e odio... perchè rimarreste piuttosto sorpresi. Questo quartetto di stambi individui sono la costola demenziale degli Annihilator (quelli di “Kraft Dinner” per intenderci). Propongono liriche horror o addirittura celebrative del metal per nulla serie, come d'altronde il nome già anticipa.
Where Moshers Dwell è un album divertente, che incarna quello spirito disimpegnato del Metal che si prende gioco delle critiche di satanismo dei cosiddetti benpensanti alla nostra amata musica, quel metal che ha solo voglia di divertirsi e di non polemizzare, lasciando da parte gli orrori del mondo reale per rifugiarsi nel rassicurante mondo dell'horror-splatter, tanto ricco di sbudellamenti e di mostri quanto finto. E credo sia proprio questo il merito di “Where Moshers Dwell”.
Ebbene, credo che queste 17 tracce riusciranno a far sorridere o perlomeno ridacchiare anche il più truce e convinto blackster, dalla brevissima “Almost Metal” passando per la macabra “Hate Your Guts (Love Your Brain)” e alla davvero stupida “Sleepwalker Texas Ranger” fino all'infantile filastrocca “Six Feet Underwear”.
Non si possono però ignorare i limiti dell'eclettico quartetto, che alla lunga risulta essere piuttosto monotematico e ripetitivo, sia nelle liriche che nelle melodie, anche se in fondo cercano solo di essere fedeli alla loro essenza e alla formula con la quale si propongono, e non certo a torto (Se i Kiss o gli AC/DC non avessero fatto così, addio..). Dopo l'esaltazione iniziale infatti a un ascolto prolungato subentra la noia e sorge spontaneo chiedersi “Ok, abbiamo capito che siete dei moshers e che amate i moshers e che i moshers spaccano, ma adesso?”. Insomma, crescendo probabilmente ve ne stuferete, come ci si stufa di un vecchio giocattolo, e non saranno uno dei migliori gruppi di sempre, ma in fondo anche bands come questa sono piacevoli parentesi nel panorama musicale che non vanno ignorate né snobbate.
E quindi... avvertenze per l'uso: assumere a piccole dosi nei momenti di particolare stupidità o di beato fancazzismo. Enjoy.
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