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Martedì 11 Aprile 2017 11:33

Lord Devourer - Bear Mace

Written by  Valerio Ferrari
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Lord Devourer - Bear Mace

Essere convincenti in ambito musicale è sempre più difficile; la sola proposta purtroppo non basta più e chi vuole sfondare deve comunque crearsi un’immagine accattivante…Lord Devourer è uno di questi, un personaggio che non scende a compromessi ma che si dimostra essere un ottimo interlocutore, e l’occasione è l’uscita del nuovo album “Butchering The Colossus” dei suoi Bear Mace. Eccovi le sue parole.


-Benvenuto, oh Lord Devourer, sulle pagine di Heavyworlds.com! Per prima cosa, come vanno le cose in casa Bear Mace a pochi giorni dall’uscita del nuovo disco?

Ave o Heavyworlds! Le cose vanno bene al momento, il disco sta ricevendo consensi positivi e la gente sta ascoltando la nostra musica.


-Iniziamo quindi a parlare di “Butchering The Colossus”…vuoi condividere con noi le tue prime impressioni a riguardo?

Beh, credo che abbiamo realizzato un album immensamente heavy metal che guarda a uno stile death metal che oggi non si sente più tanto in giro. Si basa sullo stile di band come Massacre, Bolt Thrower e i primi Death ma con una nostra personale interpretazione, e penso che il nostro modo vi rimarrà impresso.


-“Butchering The Colossus” suona incredibilmente oscuro e impattante…come siete riusciti a creare un muro di suono simile?

Quando suoniamo dal vivo abbiamo una botta devastante così abbiamo cercato di utilizzare le stesse ‘vibes’ anche all’interno del disco; prima di registrarlo lo abbiamo provato fino alla nausea e per cui impostare le tracce base direttamente dal vivo è stato naturale…e credo che siamo riusciti nel nostro intento. Suona come una ‘Armored Division’ (questa ve la lascio in lingua madre! ☺ ) che esce fuori dal vostro stereo.


-“Butchering The Colossus” ha un appeal old-school, specialmente nelle chitarre…come sono andate le sessioni di registrazione?

Abbiamo realizzato le tracce base di tutto il disco in soli due giorni: avevamo provato un sacco e quindi l’attitudine era ‘facciamo il disco più pesante che possiamo’; Crossbow Death, il nostro chitarrista, è di fatto il direttore musicale della band ed è riuscito a tenerci focalizzati e concentrati su ogni singolo passaggio.


-L’album dà il benvenuto nella band a Mike Cirrhosis, Steeve Dead e Garry Napalm…hanno partecipato anche alla stesura delle songs o solo alle registrazioni?

Crossbow Death ed io avevamo il disco già scritto quando i nostri compagni sono entrati nella band, ma Mike ha scritto il grosso di “Anguirus The Destroyer” e Garry ha dato un sacco di suggerimenti che alla fine abbiamo seguito. Abbiamo già iniziato a scrivere nuovo materiale e tutti stanno contribuendo.


-Ci sono due caratteristiche nella vostra musica che sono davvero interessanti: il tipo di growl davvero profondo e la quasi totale assenza di blast beats nel drumming, una scelta non comune nella scena death moderna…posso chiederti per quale motivo seguite  il ‘vecchio modo’ nello studio delle strutture?

Parlando di blast beats, nell’album nuovo c’è solo un passaggio. Apparteniamo a quella scuola che pensa che i blast beats devono essere utilizzati in rari casi, solo per sottolineare certe parti, e il ‘vecchio modo’ di cui parli non è legato a ciò che va di moda…ci sono migliaia di band che fanno album completamente in blast beat e, sinceramente, alla fine l’effetto si perde per strada. Vocalmente, sinceramente non mi pongo troppe domande e faccio quel che mi viene naturale…sono un fan di personaggi come Kam Lee e Karl Willets, che hanno un growl profondo e tuttavia riesci a capire le parole che dicono…non suonano come se stessero masticando pezzi di roccia o ruttando acido delle batterie sopra un ronzio di devastazione (RIDE).


-Parlando della parte live…in che modo supporterete “Butchering The Colossus”?

Probabilmente faremo uno show o due qui a Chicago e poi chi lo sa? Magari riusciremo a fare altre date in un paio di città…non suoniamo molto dal vivo ma quando lo facciamo è come l’effetto di uno scoppio di una bomba all’idrogeno: vi togliamo l’aria dai polmoni.


-L’orso è la chiave per capire la band…puoi raccontarci come mai avete deciso di scegliere questo animale come vostro manifesto?

Gli orsi sono creature incredibilmente potenti e imprevedibili, vagano sornioni ma possono essere più veloci di quanto pensi e ti uccidono con insondabile violenza. Quando senti quel profondo e raggelante ruggito è troppo tardi…


-Un’ultima domanda…avete deciso di realizzare “Butchering The Colossus” senza l’appoggio di etichette discografiche, una scelta che sempre più band stanno facendo oggigiorno…pensi che sia meglio essere ‘liberi’ nel moderno business musicale?

Assolutamente. Nel mondo odierno, basato su social media e download digitale, non c’è una reale necessità di etichette discografiche. Non fraintendermi, supporto il lavoro delle case discografiche dedite a musica che normalmente non viene ascoltata, ma non è più come in passato dove queste facevano tutto per le band e gli studios erano costosissimi…l’autoproduzione ti permette di avere il controlo completo di ciò che vuoi produrre ed è incoraggiante sapere di non dover discutere delle nostre idee con produttori assoldati o promotori maniaci (RIDE).


-Ok Lord Devour, siamo giunti al termine. Ti va di aggiungere altro?

Grazie a te per questa intervista e aggiungo solamente una delle ultime citazioni di Chuck Schuldiner: “Support Music, Not Rumors”!


Grazie Lord Devour per questa intervista.


Valerio Ferrari