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[Live Report + Photo Report] Coop Metal Beer 2015

Dopo anni di silenzio nella piccola Abbiategrasso appena fuori Milano i timpani dei cittadini
sono tornati ad essere scossi dal volume del metal.
In via Novara, la Cooperativa Rinascita in collaborazione con i ragazzi di ARCIpelago
ospita il Coop Metal Beer, giornata dedicata appunto alla birra e al metallo.
Nonostante il tempo non favorevole i cancelli aprono alle 18.00 perfettamente in orario e le
spine iniziano a versare ottima birra artigianale tedesca nei boccali.

Dopo poco, nel cortile trasformato per l’occasione in un semi palco degno dei migliori
tempi del metal undeground, imbracciano gli strumenti gli Unscarred.
La storica formazione thrash abbiatense apre le danze con una violenza inaspettata e
nonostante la pioggia riesce a far scapocciare tutti i presenti.
I suoni sono da subito convincenti e valorizzano al meglio il sound pesante e granitico
della band che ripropone i suoi migliori cavalli di battaglia ormai quattordicenni.
Il tempo a loro disposizione corre veloce e tra assaggi di novità e pezzi veloci i nostri
riescono a fare l’apertura più brutale che si potesse immaginare per un evento del genere.
Al finire del proprio set, nonostante in molto abbiano la faccia già spaccata, la sete di birra
e metallo è ancora tanta.


Dopo un veloce cambio palco e un line check essenziale troviamo pronti all’esibizione i
varesotti Nether Nova. Questa nuova formazione è al suo esordio e sin dalle prime note
propone un power metal con influenze fortemente teutoniche.
La sezione ritmica risulta particolarmente compatta e articola pezzi furiosi a ritornelli aperti
che è impossibile non cantare.
Il frontman Alberto intrattiene e diverte, aiutato dai suoi compagni, e riesce a creare il
mood giusto per seguire uno show ricco di divertimento e ironia.
Quando si picchia però i nostri non la mandano a dire e, grazie anche ad un drumming
particolarmente azzeccato riesce a mantenere alta l’attenzione anche dei meno affezionati
al genere.
Il lavoro chitarristico è notevole e di ottimo gusto.
Tra rimandi fantasy e arrangiamenti articolati il set giunge al termine e, come prima
esibizione, lascia tutti piacevolmente colpiti.

La location inizia a riempirsi e dopo una breve pausa destinata a delle squisite cene è il
momento degli Heavenfall.
Il quintetto di origini abbiatensi attivo dal 2003 inizia senza troppi fronzoli proponendo il
proprio heavy metal ricco di riff granitici, melodie accattivanti e groove di scuola hard rock.
In molti sono presenti per seguire la loro performance e il pubblico segue il frontman Dest
nei cori delle canzoni estratte dal debut album “Falling From Heaven”.
I chitarristi Peiv e Giò si scambiano soli e riff intricati, mentre Flavio al basso solidifica il
sound con linee dirette e corpose.
Dietro le pelli troviamo il giovane Mirko Fustinoni detto Callisto, macchina da guerra e del
tempo che non solo non perde un colpo ma arricchisce i pezzi con fill di ottimo gusto e
mantiene dall’inizio alla fine una padronanza dello strumento perfetta.
Chi già conosce gli Heavenfall sa cosa aspettarsi dalla setlist ma nonostante questo ci
sono un paio di sorprese.
Viene proposto il nuovo brano “Wrong Choice Professional” che sarà presente sul
secondo album e un brano nostalgico che esalta tutti i presenti, ovvero una rivisitazione
particolarmente “Panterosa” della sigla del cartone animato delle “tartarughe ninja”.
Dest cattura sempre l’attenzione del pubblico anche grazie alla sua particolare vocalità,
dal tono sporco ma di notevole estensione.

Lo show degli Heavenfall giunge al termine e, dopo i ringraziamenti e le presentazioni di
dovere, lasciano il palco ai Main Pain.
Dopo un rapido cambio di strumentazione inzia il set dei Main Pain, band di Novara
fondata nel 1996 dal chitarrista Davide Valli.
La formazione ha all’attivo il demo “Painted”, il primo full-lenght “Food For Toughts” che gli
ha permesso di aprire le date europee di Blaze Bayley, condividere il palco con nomi del
calibro di Strana Officina, Sabotage, Pino Scotto e Criyng Steel.
Lo show inizia energico e veloce lasciano subito spazio ad una line up affiatata e coesa.
La coppia di chitarristi Davide Valli e Paolo Raffaello si alterna perfettamente in riff e assoli
di notevole gusto mentre le dita del bassista Daniele Tamborini martellano senza pietà.
La sinergia e la passione che dimostrano suonando coinvolge tutti, dai fans più fedeli al
resto del pubblico.
Tutti cantano a squarciagola e ogni canzone riceve forti applausi e cori d’incitamento.
GianMarco Bonenti dietro le pelli suona con un tiro micidiale conferendo ai pezzi un
appeal decisamente maligno.
Grande impatto anche per il frontman Ronnie Borgese che con la sua voce pulita di
grande spessore dona a dei pezzi di già altissimo livello una marcia in più.
I Main Pain suonano senza sosta per un’ora e mezza senza mai accusare stanchezza e
riuscendo a trasmettere forse la cosa più importante di quest’evento, ovvero l’entusiasmo
e la voglia di fare musica, indipendentemente da tutto il resto.

In chiusura, viene fatto l’invito a tornare l’anno prossimo, invito che ci fa sperare che
l’evento si ripeta.
Giunta la mezzanotte, molta gente resta per continuare a bere e intrattenersi in compagnia
delle band.
Dalla cucina qualcuno urla che è finito tutto e dopo poco finiscono anche i fusti di birra.
Quest’evento, contro ogni aspettativa ha riscosso molto successo, il bill ha funzionato,
l’organizzazione è stata ottima e i tempi precisi al minuto.
La pioggia ha solo apparentemente danneggiato l’affluenza che è stata comunque
elevatissima.

Mancava un evento con delle ottime band, destinato al puro metal, con proposte di inediti
e Coop Metal Beer ha colmato questo vuoto.
Non ci resta che aspettare l’anno prossimo, nella speranza che si possa ripetere con
mezzi superiori e più bands.
Un grosso complimento va all’organizzazione che è riuscita a mettere in piedi questa
giornata che ha raggiunto pienamente il suo obiettivo: divertirsi ascoltando ottimo metal