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Venerdì 21 Aprile 2017 17:00

LABYRINTH - Architecture Of A God

Written by  Valerio Ferrari
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LABYRINTH - Architecture Of A God

Spesso per poter ‘andare avanti’ è necessario fermarsi e riflettere su quanto si è fatto e su come si è in quel preciso momento; specie quando sono i rapporti interpersonali a correre il maggior rischio, una dimostrazione di intelligenza e rispetto può risiedere nel concedersi tempo per ricaricare le batterie e appianare alcune situazioni poco chiare.

Ai Labyrinth ci sono voluti anni, e non pochi, ma alla fine il premio è andato ben oltre le più rosee aspettative; il duo Thorsen/Cantarelli riparte con grande carattere riassorbendo l’ugola d’oro Roberto Tiranti e integrando musicisti del calibro di Oleg Smirnoff, Nik Mazzucconi e John Macaluso, e queste dodici tracce dimostrano come la band, in fondo, non si sia mai fermata del tutto. “Architecture Of A God” è un album vibrante, paradossalmente duro ed imprevedibile che rispetta i canoni dettati dalla band in venticinque anni di carriera: il gioco tra strutture heavy/power e prog si pone ad livelli altissimi, dove gli innesti melodico/epici appaiono più che mai azzeccati.

La produzione è moderna e devastante, seguita con incredibile cura, dove un mixing perfetto riesce a plasmare l’universo sonoro della band con naturalezza disarmante; i suoni sono freddi e incisivi ma senza perdere quell’effetto retrò vincente che fa la differenza, mentre le performance pongono il combo italiano in forma smaliante, dove Tiranti e Smirnoff si distinguono per cura ed ispirazione.

La vena moderna del sound dei Labyrinth fuoriesce già dall’opener “Bullets”, un brano dall’incipit epico e difficile che si schiude dopo ripetuti ascolti. “Take On My Legacy” sostiene velocità impressionanti mentre in episodi come “A New Dream” e “We Belong To Yesterday” si assaporano atmosfere più intime e penetranti. Sugli scudi rimangono la brillante “Still Alive”, il singolone “Someone Says”, l’ottima “Random Logic” e la titletrack, dove il meglio della band decolla con facilità disarmante. Cito a parte la cover “Children” e la conclusiva “Diamond”, dall’appeal incuriosente.

Per riagganciarmi all’incipit, ai Labyrinth è servito un periodo di stallo e assenza dalle scene, anche se la speranza è che non debba passare un lasso temporale così vasto per il prossimo capitolo…geniali lo sono sempre stati, pionieri dall’atteggiamento evolutivo e sapiente, capaci di guardare ‘oltre’ e di non fermarsi ad un primo e semplice approccio. “Architecture Of A God” è un album da avere.

  • Voto: 8,5
  • Genere: Prog Power Metal
  • Sito Web: https://www.facebook.com/labyrinthitaly
  • Anno: 2017
  • Casa Discografica: Frontiers Records
  • Gruppo: Labyrinth
  • Old Cover:
  • Line Up:
    Roberto Tiranti: Lead Vocals
    Olaf Thorsen: Lead Guitars
    Andrea Cantarelli: Lead Guitars
    Nik Mazzucconi: Bass
    Oleg Smirnoff: Keyboards
    John Macaluso: Drums
  • Tracklist:
    01. Bullets
    02. Still Alive
    03. Take On My Legacy
    04. A New Dream
    05. Someone Says
    06. Random Logic
    07. Architecture Of A God
    08. Children
    09. Those Days
    10. We Belong To Yesterday
    11. Stardust And Ashes
    12. Diamond
Valerio Ferrari