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Lunedì 19 Giugno 2017 06:28

SOLSTAFIR - Berdreyminn

Written by  Valerio Ferrari
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SOLSTAFIR - Berdreyminn

E’ inevitabile che le band cambino durante il corso degli anni…chi grazie ad uno spropositato successo che possa garantirgli libertà d’espressione, chi non si crea il problema ‘fans’ e fa ciò che meglio crede e chi invece decide di apparire più (o meno) appetibile non importa, il cambiamento è parte intrinseca della forma d’arte sonora.

 

I Solstafir sono uno di quei fenomeni partiti dall’underground metal e sbocciati in ambito rock…le sonorità fredde e stagnanti, i panorami visionari affioranti e le sofferte vocals rappresentano i punti di forza su cui la formazione islandese ha lavorato da un paio di lustri, plasmando un sound difficilmente ripetibile che raggela il sangue nelle vene. Dopo il superbo “Otta” la logica del quartetto prevedeva un ennesimo cambiamento: con l’allontanamento di Guðmundur Óli Pálmason, drummer e membro storico, Aðalbjörn Tryggvason e soci scelgono strutture più soavi e ‘easy’, creando un album che lascia destabilizzati ai primi ascolti.

 

La produzione è pesante ed opprimente, completamente priva di ogni calore umano e del minimo segno vitale; i suoni sono acquosi ed effettati mentre le performance denotano la spasmodica ricerca di minimalismo e introspezione, dando così un compito arduo al mixing non propriamente perfetto e al mastering complesso. La voce di Aðalbjörn Tryggvason si perde ulteriormente attraverso ansia e stonature volute, riuscendo a incutere timore e dubbi.

 

Berdreyminn” è composto da ‘momenti’, legati dalla conformazione strutturale (I brani partono timidi per poi esplodere) ma svincolandosi per concezione e grazia. “Silfur-Refur” e “Hvít Sæng” rimangono gli episodi più ‘standard’ mentre la vena fresca ed accattivante fuoriesce dalla diretta “Ísafold” e dalla più prolissa “Ambátt”…il meglio fuoriesce nella sognante “Dýrafjörður” e nell’ambigua “Bláfjall”, dove la creatività emoziona profondamente, lasciando a “Hula” il ruolo di ‘singolo’ e all’innoqua “Naros” quello di riempitivo.

 

Come ogni disco dei Solstafir che si rispetti, anche “Berdreyminn” richiederà da voi molto tempo e devozione; dopo tre platter come “Kold” “Svartir Sandar” e “Otta” sarebbe stato difficile per chiunque creare l’ennesimo capolavoro, tuttavia questo nuovo genito porta la band ad un livello di professionalità nettamente superiore.

 

  • Voto: 8
  • Genere: Post Rock/Metal
  • Sito Web: http://solstafir.net/
  • Anno: 2017
  • Casa Discografica: Season Of Mist
  • Gruppo: Solstafir
  • Old Cover:
  • Line Up:

    Aðalbjörn Tryggvason: Guitars & Vocals

    Svavar Austman: Bass

    Sæþór Maríus Sæþórsson: Guitars

    Hallgrímur Jón Hallgrímsson: Drums & Backing Vocals


  • Tracklist:

    01. Silfur-Refur

    02. Ísafold

    03. Hula

    04. Nárós

    05. Hvít Sæng

    06. Dýrafjörður

    07. Ambátt

    08. Bláfjall


Valerio Ferrari