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Mercoledì 26 Luglio 2017 10:48

RUSSKAJA - Kosmopoliturbo

Written by  Valerio Ferrari
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RUSSKAJA - Kosmopoliturbo

Un vecchio monito recitava, più o meno, ‘la musica può spezzare le catene’…visto in quel contesto generazionale possedeva un significato forte, legato alla forza dell’arte uditiva, ma contestualizzato e modernizzato assume connotati culturali, come un invito a andare oltre alla propria visione limitata ogni volta che se ne presenti la necessità.


Kosmopoliturbo”, il nuovo genito della grande famiglia Russkaja, è un disco di un valore che va ben oltre i solchi di un cd… la visione artistica di Georgij Makazaria e soci è un’epopea continua, una ricerca in perpetua maturazione, un’inesauribile fonte di energia che prova ad unire parti derivanti da varie culture per creare qualcosa che possa andare ‘oltre’. Lo ska/rock di base è soltanto la facciata più facilmente tangibile, anche da ascoltatori svogliati, ma il vero succo dei Russkaja è da ricercarsi negli arrangiamenti di brass e violino creati ad hoc per ogni singola situazione. E forse, come recita il titolo, “Kosmopoliturbo” è la creatura più versatile concepita dai sette strumentisti.


La produzione è live, volutamente intensa e passionale per creare un impatto meno patinato rispetto alle precedenti release…i suoni sono caldi e ben soppesati mentre le performance denotano la prepoderanza esecutiva dei due Gutternigg e di Mia Nova, autori di arrangiamenti accattivanti che potrebbero avere vita propria senza alcun’altra base. La voce del buon Georgij è come sempre una tavolozza di emozioni sofisticate, soprattutto grazie a quell’appeal vintage nelle interpretazioni.


Rispetto al precedente album (che si apriva con l’energica “Rock’n’Roll Dejay”) la band preferisce colpire con pathos velato…”Hey Road” e “Still In Love” viaggiano grooveggiando sinuose, lasciando ad “Alive” la vena di modernità e ad “Hello Japan” il compito di ricordarci che i Russkaja sono devoti allo ska. “Volle Krauft Voraus” e “La Musica” appaiono come le più ‘etniche’, “Cheburaschka” folleggia in levare mentre i veri highlights rimangono la soffusa “Chef De Cuisine”, il lentaccio da balera “Send You An Angel” e la 60s oriented “Mare Mare”, canzone (in italiano) che farebbe gola a qualche act nostrano dedito alla musica leggera.


Quando una band riesce a superare sé stessa sia in qualità che in evoluzione non c’è altro da fare che togliersi il cappello e inchinarsi…i Russkaja possiedono una prospettiva musicale volitiva e mozzafiato che li mantiene ad un livello superiore alla media. Divertimento.


  • Voto: 8
  • Genere: Ska/Rock
  • Sito Web: http://www.russkaja.com
  • Anno: 2017
  • Casa Discografica: Napalm Records
  • Gruppo: Russkaja
  • Old Cover:
  • Line Up: Georgij Makazaria: Vocals
    Mario Stubler: Drums
    Dimitrij Miller: Bass
    Engel Mayr: Guitars
    HG Gutternigg: Potet, Trombone, Tenor Horn & Tuba
    Rainer Gutternigg: Trumpet & Flugelhorn
    Mia Nova: Violin
  • Tracklist: 01. Hey Road
    02. Alive
    03. Still In Love
    04. Hello Japan
    05. Volle Kraft Voraus
    06. Mare Mare
    07. Cheburaschka
    08. La Musica
    09. Chef De Cuisine
    10. Send You An Angel
Valerio Ferrari