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Domenica 22 Gennaio 2012 11:26

FRANGAR – Bulloni Granate Bastoni

Written by  Giovanni Mascherpa
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FRANGAR – Bulloni Granate Bastoni

Frangar, atto secondo. Un altro passo verso la definizione di un metal militante feroce, scevro da compromessi e totalmente asservito alla libera creatività, alla formazione di qualcosa che non possa essere accostato a niente e a nessuno.

Il nero era la tonalità dominante di “Totalitarian War”, disco militaresco, truce, segnato da mitragliate black metal style e una forte impronta patriottica, esaltata dal cantato italiano; rosso accesso, colore della passione e degli slanci emotivi più forti, è il colore supremo di “Bulloni Granate Bastoni”, che riprende dall’esordio la stessa rabbia famelica e la traspone in un suono che parte dal black, si arricchisce di evidenti striature crust/punk e arriva a un ibrido tumultuoso refrattario a ogni benché minima classificazione. La genuina libertà espressiva del Colonnello ha concepito un novero di canzoni in cui convivono futurismo, nostalgia per un’Italia maschia e gloriosa, esaltazione degli ideali bellici e la volontà di non piegarsi, costi quel che costi. Ben lontani da quei gruppi che la buttano sull’ideologia per nascondere la propria povertà di idee, i Frangar mettono in sinergia testi e musica permettendo a entrambi gli elementi di rinforzarsi reciprocamente, come se i primi perdessero di slancio senza una base sonora adeguata, e viceversa. Le strutture dei pezzi sono mutate rispetto alle sparate parossistiche degli esordi, alternando ora segmenti di sfrenata devastazione e furia incontrollata a stacchi più ragionati, trasudanti una certa solennità e gusto per le dissonanze ipnotiche, che si guadagno brevi spazi di manovra prima di far ripiombare la musica in un coacervo di invettive da campo di battaglia, chitarre incendiarie e una batteria dai colpi secchi e rimbombanti. Le liriche, grazie a un cantato più personale e meno in screaming, declamatorio e ancora una volta contraddistinto da un’enfasi a dir poco esaltante, irrompono come profonde lacerazioni nelle orecchie e nella testa, non si dimenticano, non lasciano indifferenti. Assistiamo in questo disco alla fusione di un estremismo sonoro e concettuale profondamente radicato con l’urgenza espressiva e il disordine creativo del punk in versione metallica, oltre che alla volontà di congegnare vere e proprie canzoni dallo sviluppo organico e dalla spiccata unicità. Nessuna reiterazione delle medesime soluzioni tra un brano e l’altro, non ci sono deja-vu, solo uno stillicidio di anthem violentissimi grondanti sangue e veleno e venati di un’epica guerrafondaia sulla quale troneggia, vincente, il tricolore.

Un unicum in tutta la scena nazionale e internazionale, un collettivo votato a trasporre in note convinzioni e idee in cui crede realmente, per le quali sarebbe disposto a morire. E se pensate che questa sia retorica, ascoltate “Gioventù Di Ferro” o “Solstizio Di Sangue”, sentirete la vostra pelle bruciare, trafitta dalle pallottole sparate dai Frangar a difesa dei loro valori e della propria missione. Fieri della propria italianità e senza timore di nascondere quel che sono, i Frangar hanno piazzato uno dei dischi top del 2011.

  • Voto: 8,5
  • Genere: black metal/crust punk
  • Sito Web: http://www.facebook.com/pages/FRANGAR-official/108372512541964
  • Anno: 2011
  • Casa Discografica: Lo-fi Records
  • Gruppo: Frangar
  • Old Cover:
  • Line Up:
    Il Colonnello - voce 
    Milite K - batteria 
    L'Imperatore - chitarra solista
    Il Reverendo - chitarra ritmica
  • Tracklist:
    1. Conquistatori Del Sole
    2. Gioventù Di Ferro
    3. Nero Settembre
    4. Legionario
    5. Rinascita
    6. Alla Frontiera
    7. Legionari
    8. Solstizio Di Sangue
    9. Trieste Chiama
    10. Sol Invictus
Giovanni Mascherpa