Non c'è niente da fare, la Relapse è una di quelle etichette da amare o odiare, non ci sono e non possono esserci mezze misure. Sostanzialmente propone tre unici generi musicali, Death metal, Grind e Post-Hardcore, con la consapevolezza di riuscire ad offrire ai fedelissimi ascoltatori semplicemente quanto di meglio esista al mondo per i loro malsani gusti! Acquistare ed ascoltare l'ultima fatica dei Rwake vuol dire quindi andare già a colpo sicuro: l'ennesima band che ha fatto del verbo Neurosis la propria base di partenza per poi evolversi e creare un proprio stile unico. Anche i fan dei Mastodon della prima ora (parliamo di Remission, già con Leviathan siamo su territori leggermente diversi) si troveranno decisamente a proprio agio nel farsi massacrare le orecchie da riffoni di chitarra pesanti come macigni. I Rwake infatti suonano una miscela decisamente personale di HC imbastardito con abbondanti dosi di sludge e un pizzico dello stoner più pesante che si possa trovare in circolazione.
Nessuna traccia di psichedelia o prog, qua siamo solo nel territorio della pesantezza fatta musica, non troverete niente che possa alleggerire la tensione emotiva e a tratti anche fisica che proverete con l'ascolto di questo album. Giusto la traccia iniziale, un minutino di chitarra arpeggiata accompagnata da una suadente voce femminile e flauto, vi rilasserà prima di farvi piombare nei dodici minuti (!!!) di follia assoluta di "It was beautiful but now it's sour". Gli americani fin da subito mettono in chiaro che non si faranno prigionieri: i tempi sono monolitici e la voce di C.T. accompagna un riffone caldo come la lava con una ruvidità e un'asprezza raramente ascoltati prima. Poi il brano acquista velocità ed entra in campo anche il secondo cantante (noto solo come B) dalla voce molto vicina al Black Metal più ferale a donare più dinamicità e cattiveria al tutto. Dopo una parte centrale molto corposa, il brano espode nella parte finale con tutto il suo carico di lentezza e negatività. La successiva "An invisible thread" è invece la canzone probabilmente più veloce e più breve dell'intero album, ricca di cambi di tempo e molto muscolare. Inoltre contiene una frase veramente ad impatto, molto rappresentativa dello spirito dell'intera produzione : "Sometimes I close my eyes and just begin to die". Pura poesia. Ma è con la successiva "The culling" che si toccano vette altissime. Introdotto da un rintocco di campane e da una voce che recita con tono lugubre "it is later than you think", la canzone prosegue con due chitarre che creano una melodia celestiale grazie a due arpeggi incrociati veramente suggestivi per poi andare a toccare atmosfere quasi western alla Ennio Morricone quando un synth fa il suo timido ingresso per creare un tappeto di suono. Ma quello che sembra solo un intermezzo per spezzare la tensione dei brani precedenti si rivela in realtà lo strumento per enfatizzare il pathos che si crea quando la batteria fa il suo ingresso in scena e successivamente le chitarre esplodono colpendo l'ascoltatore direttamente allo stomaco per poi farlo rimanere senza fiato quandi i tempi si fanno ancora più serrati fino a raggiungere un impatto emotivo raramente sperimentato precedentemente. Chi è avvezzo a questo tipo di sonorità non potrà non elevare questi quindici minuti di crescendo costante al rango di capolavoro assoluto. Dopo un breve spoken word, la conclusiva "Was only a dream" ci riporta con i piedi per terra grazie a una struttura più diretta, che riesce comunque a rimanere impressa grazie ad improvvise accelerazioni accompagnate da urla sguaiate e veramente feroci che rendono questo brano forse il più disturbante fra tutti. Molto interessante quando verso l'ottavo minuto la canzone sfuma per poi riprendere con un arpeggio che poi sfocia nelle bordate finali.
Veramente un ottimo album questo "Rest", gratificato anche da una grafica del booklet consistente in fotografie di paesaggi assolutamente ostili e inabitabili, ed ottimi i Rwake, band coraggiosa che ha portato una ventata di originalità in un genere musicale che molto spesso vive di band fotocopia.


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