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Sabato 28 Gennaio 2012 14:34

SO MUCH FOR NOTHING - Livsgnist

Written by  Fabrizio Agosti
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SO MUCH FOR NOTHING - Livsgnist

Il Black Metal è indubbiamente il genere musicale che negli ultimi anni è stato più adatto ad essere sottoposto ad esperimenti ed ibridazioni più o meno riuscite. Chi ne ha infangato la purezza e la ferocia arrivando a farlo diventare sinfonico, chi ne ha esasperato la freddeza con tocchi industrial, chi ha osato andare oltre chiamandolo avantgarde. E chi, come in questo caso i So much for nothing, è andato alla ricerca del lato più sofferente e disperato facendone la propria bandiera musicale. Ispirati tanto dal Black Metal di matrice svedese quanto da altre band come My dying bride ed incorporando elementi industrial, gothic e anche dichiaratamente pop, il duo sforna un album che ha qualche momento veramente buono ma anche rovinose cadute stilistiche. Ma soprattutto poche volte riesce a risultare oppressivo ed angosciante come dovrebbe, errore gravissimo che con qualche ritocco in pre e post produzione si sarebbe potuto evitare.

L'iniziale "Suicide-syndrome" ricalca veramente bene i canoni del Depressive Black, con un blastbeat di batteria a fare da tappeto sonoro alla chitarra che delinea con poche scarne note territori di disperazione e la voce che urla magistralmente tutto il proprio male di vivere. Anche l'apertura melodica centrale è azzeccata nella sua teatralità. Compitino facile facile riuscito bene senza strafare. Decisamente migliore la successiva "One last night", dove si sposano a meraviglia una strofa scarna che enfatizza tutto il pathos del ritornello che però risulta troppo centrale e significante all'interno del brano, evidenziando qualche limite in fase di songwriting del duo. Pessima invece la successiva "Perfect", con un riff di chitarra veramente pacchiano e fin troppo catchy e una melodia che abbandona quasi completamente il Black per avvicinarsi veramente troppo a Marylin Manson. Capisco che ormai un singolo ci voglia per tutti, ma il cambio stilistico è così netto da diventare imbarazzante. Per fortuna "Suffer in silence" riesce a risollevare in parte le sorti dell'album. Veramente un gran pezzo che parte benissimo con un'intro di archi palesemente ispirata al tema di Requiem for a dream per poi evolversi in un brano molto oppressivo grazie ad un tempo lentissimo e la solita chitarra scarna sopra la quale Erik intona una litania macabra e funerea. Echi di Bahuahus si fanno sentire nel ritornello dove la tastiera finalmente riesce a donare profondità senza risultare invadente. Non a caso questo brano vede la preziosa collaborazione di Niklas Kvarforth, il re mida del momento che riesce a trasformare in oro tutto ciò che tocca. Dopo aver ascoltato l'unico pezzo veramente azzeccato dell'album, i rimanenti sono purtroppo poca cosa. "My precious" è troppo sopra le righe, "Livsgnist" propone molti cambi di tempo ma senza una direzione logica o sensata che li colleghi tra di loro. Risulta interessante giusto "New life, new beginning" per un ardito ma azzeccato inserimento della tromba nella parte strumentale che introduce il brano. Che poi si rivela il solito Depressive Black all'acqua di rose che ci ha allietato per quasi tutto l'album. Decisamente una prova insufficiente per il duo, anche alla luce del fatto che questo album è in lavorazione da più di due anni.

Quella che poteva essere un'interessante e innovativa boccata di ossigeno in un genere sempre aperto a sperimentazioni si è rivelata come una prova troppo ambiziosa. Allora viene da chiedersi se il nome del gruppo non fosse proprio una triste profezia...

  • Voto: 5
  • Genere: Depressive Black Metal
  • Sito Web: http://www.myspace.com/somuchfornothing
  • Anno: 2012
  • Casa Discografica: My Kingdom Music
  • Gruppo: So Much For Nothing
  • Old Cover:
  • Line Up: Erik Unsgaard. chitarre, basso, voce
    Uruz. batteria
  • Tracklist: 1. Suicide-Syndrome
    2. One last night
    3. Perfect
    4. Suffer in silence
    5. My precious
    6. Livsgnist
    7. New life - New beginning
Fabrizio Agosti