A volte bisogna fidarsi dei produttori, soprattutto se un uomo con una certa reputazione da difendere come Dan Swanö decide di metterci la faccia e la voce. Lo storico leader degli Edge of Sanity ha infatto deciso di puntarre moltissimo sulle nuove leve Mordax, producendo questo loro debut album e partecipando anche in un brano come guest star. I cinque danesi, nonostante si siano formati da appena un paio d'anni, hanno le idee chiarissime su quello che vogliono suonare e "Violence Fraud Treachery" spara direttamente in faccia all'ascoltatore undici proiettili di thrash/death di tipica connotazione scandinava che lasciano senza fiato. Il concetto dei Mordax è elementare: inutile infarcire ogni brano di note, meglio puntare su solidi riff e un'attitudine senza compromessi. E c'è da dire che, superato lo scoglio del primo ascolto in cui l'album può apparire troppo semplice e derivativo, ogni passaggio dei Mordax nello stereo risulta veramente piacevole. I danesi hanno realizzato un ottimo debut, apprezzabile soprattutto per la freschezza e l'impatto potentissimo che ogni brano possiede: a differenza dell'ultimo album degli Hatesphere che era ottimo ma a tratti troppo prolisso, qua le canzoni non sono mai eccessivamente lunghe da diventare noiose e hanno un'ottima struttura di base con ritornelli che entrano in testa già dopo pochi ascolti. "Trademark: strangulation", seconda traccia dell'album dopo una breve intro, è l'esempio lampante di quanto scritto finora: riffone iniziale velocissimo su cui viene scandito il titolo della canzone che riporta ai tempi d'oro del thrash californiano degli Exodus, strofa, ritornello su tempi rallentatissimi, strofa, assolo e di nuovo ritornello. Anche la successiva "Devoured by life" segue la stessa scia, anche se la strofa mid-tempo e il ritornello sparatissimo spostano l'ago della bilancia un po' più verso lo swedish death. "Monarch of all" è invece il brano dove Dan Swanö ci ha messo pesantemente lo zampino e si sente. Brano magnifico che parte lentissimo con un senso di oppressione vicino al doom per poi decollare improvvisamente quando un riffone potentissimo apre le porte ad un growl per una volta cavernoso (dovrebbe essere lo stesso Dan a fare una comparsata, il timbro di voce mi sembra il suo). Dopo un assolo infuocato il brano rallenta e si chiude con quell'atmosfera asfissiante con cui era iniziato. Il lunghissimo brano strumentale "Contrapasso" è semplicemente mastodontico, le atmosfere che riesce a creare con la sua partenza arpeggiata per poi crescere fino a diventare meastosamente pieno a parere mio lo collocano sullo stesso piano artistico di quel capolavoro di "Orion" (spero sappiate tutti di cosa sto parlando!). "Treachery" infine si rivela la scelta più azzeccata per concludere l'album con un'ottimo inserimento della chitarra acustica nel tronco centrale, una parte strumentale veramente massiccia ed una coda in dissolvenza che fa venir voglia di far ripartire il disco da capo.
Come già ampiamente detto in precedenza, i Mordax non fanno niente di originale, ma lo fanno con gusto ed un songwriting impeccabile. Se gli ultimi lavori degli Haunted hanno lasciato in voi un vuoto incolmabile, forse questo esordio dei danesi potrà aiutarvi a riempirlo in parte, anche se qua l'ago della bilancia pende un po' più verso il bay area thrash che verso il death.


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