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Venerdì 27 Luglio 2012 09:13

KORPIKLAANI - Manala

Written by  Valerio Ferrari
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KORPIKLAANI - Manala

Un presunto cambiamento credo si fosse reso necessario: in un certo senso, una band fortemente radicata in un genere che non vuole tradire i propri fans, può giocare su qualche elemento ‘esterno’, sulla qualità degli abbellimenti e ovviamente sulla caratura tecnica messa in gioco.

I Korpiklaani si sono incazzati. E non poco. Il nuovo disco (l’ottavo per l’esattezza) prende le distanze dal precedente (e piuttosto sotto tono) “Ukon Wacka” e ci mostra una band che ha abbracciato l’idea di modificare qualche regola nel proprio sound. Ovviamente non si sono messi a fare power metal o punk, rimangono sempre in quel filone del folk metal che tanto deve alla mitica humpa finlandese, ma si permettono di ‘cambiare’ nella gestione dei suoni e nella produzione. “Manala”, come leggerete nell’intervista, è un disco ‘ambientato’ nell’ inferno del Kalevala, per cui Jonne e soci hanno optato per un full length molto guitar oriented e meno strutturato su accordion e fiddle.
Le performance mettono in mostra una band affiatata e ben coesa dove anche il neo arrivato Tuomas Rounakari si fa apprezzare per il modo selvaggio e diretto di suonare il fiddle; la voce di Jonne è più graffiante e cavernosa che mai, mentre il duo Johansson/Aaltonen fornisce una sezione ritmica sempre sul filo del rasoio, dove le chitarre possono esprimere rabbia e paura. La produzione è meno cristallina e limpida rispetto al passato, fornendo da una parte un tiro mastodontico e dall’altra facendo passare in secondo luogo le parti affidate agli strumenti etnici.
C’è ben poco da ballare in “Manala”: scordatevi “Beer Beer” o “Vodka” e la loro giocosità perchè qui ci troviamo al cospetto di pieces come “Tuonelan Tuvilla”, “Ruumiinmultaa” e “Ievan Polkka”, dove i ritmi veloci e le chitarre serrate la fan da padroni. I capitoli più interessanti, ad ogni modo, rimangono i midtempos come “Kunnia” (grandiosa opener), “Dolorous” e “Metsalle”, mentre un applauso è doveroso alla acustica (ma non tranquilla) “Synkka” e ai deliri fiddle in “Husky Sledge”.

Un disco tormentato che lascerà ampio spazio alle polemiche, ma nessuno potrà negare lo stato di benessere e armonia che regna nel ‘clan della foresta’, dove era arrivato il momento di mescolare le carte in tavola e proporre delle novità nel sound. E ci sono riusciti.

  • Voto: 7,5
  • Genere: Folk Metal
  • Sito Web: http://www.korpiklaani.com
  • Anno: 2012
  • Casa Discografica: Nuclear Blast
  • Gruppo: Korpiklaani
  • Old Cover:
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    Tuomas Rounakari: Fiddle
    Juho Kauppinen: Accordion
    Jarkko Aaltonen: Bass
    Cane Savijärvi: Guitars
    Matson Johansson: Drums
  • Tracklist: Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 /* Style Definitions */ table.MsoNormalTable {mso-style-name:"Tabella normale"; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:""; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ansi-language:#0400; mso-fareast-language:#0400; mso-bidi-language:#0400;} 1. Kunnia
    2. Tuonelan Tuvilla
    3. Rauta
    4. Ruumiinmultaa
    5. Petoeläimen Kuola
    6. Synkkä
    7. Ievan Polkka
    8. Husky Sledge
    9. Dolorous
    10. Uni
    11. Metsälle
    12. Sumussa Hämärän Aamun
    13. Soil Of The Corpse (bonus track)
Valerio Ferrari