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Domenica 12 Agosto 2012 15:22

JESS AND THE ANCIENT ONES - Jess And The Ancient Ones

Written by  Giovanni Mascherpa
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JESS AND THE ANCIENT ONES - Jess And The Ancient Ones

Chi è Jess? Una giovine dalla cristallina voce spiritata, fumosa e avvolgente come la nebbia della pianura padana. Gli Ancient Ones? I suoi compari nella band che promette di inserirsi con successo nel filone occult rock di Ghost, The Devil’s Blood, Blood Ceremony. Rispetto a queste affermate realtà i Jess And The Ancient Ones insistono maggiormente su atmosfere da figli dei fiori, denotando uno spiccato amore per il rock di fine anni ’60. Il tappeto di tastiere è soffuso e si insinua in ogni spazio lasciato libero dalle chitarre, sottili e definite benissimo in ogni piccola sfumatura. Le fondamenta ritmiche poggiano su schemi articolati, non invadenti e affrontati con tocco calibrato, riducendo al minimo l’ingombro della batteria nelle parti più dilatate e diventando rutilanti quando il pezzo si fa incalzante. Jess e compagni sanno scrivere canzoni maiuscole, intrippate di psichedelia e mistero, libere da schemi precostituiti.

“Prayer For Death And Fire” parte forte in un turbinio di spumeggianti fughe di tastiere e riff arrembanti, cadenze briose fanno volare il pezzo, che travolge con la sua energia e una freschezza insospettabile visto quanto sia datato, in teoria, questo tipo di suoni. I crescendo del ritornello mettono in luce la timbrica insieme potente e soave di Jess, un talento canoro che non dimenticheremo facilmente. “Twilight Witchcraft” entra invece nella corrente arcana e torbidamente misteriosa di cui il disco vuole essere messaggero, l’atmosfera diventa rarefatta, le percussioni a tratti soffuse, i tratti della canzone diventano sinistramente meditativi. Le suggestioni spettrali si sprecano, Jess entra pienamente nel ruolo di ieratica sacerdotessa. “Sulfur Giants (Red King)” in 12’ di prelibatezze alterna cavalcate possenti a sognanti intermezzi dominati dai gorgheggi di Jess e dalle note allungate delle tastiere, si dischiude in un refrain altisonante e finisce corale, trionfante. “Ghost Rider”, focalizzata su un solenne arpeggiare, è un’ideale colonna sonora per una danza di folletti, o se preferite rappresenta un boccale di pozione magica, una spruzzata di polvere argentata; un ogni caso, possiamo associarle qualsiasi immagine che suggerisca scintillii e splendore. “13th Breath Of The Zodiac” è un numero hard ritmato, ripieno di baluginii, esaltato dal doppio gioco di sei corde e tastiere, che avanzano a braccetto scambiandosi il ruolo di fare da linea guida al pezzo. “The Devil (In G Minor)” gioca il ruolo di ballad, ma in modo atipico: un piano jazzato tesse la trama, la chitarra classica in accompagnamento, Jess si strugge e urla in nome del Diavolo. Sarebbe praticamente un brano da jazz club. “Come Crimson Death” pone l’ultimo tassello, una lunga ed elaborata composizione che parte coi tratti di una comune, seppur pregevole, rock ballad, e poi si evolve in una intrigante cavalcata metallica in cui si alternano frammenti di hard chitarristico torrenziale, accesi da una prorompente coralità e tastiere indiavolate, e parti notturne molto delicate. Si creano dei contrasti emozionali molto riusciti che danno l’ultima, definitiva, conferma di aver trovato una band di talento con un gran futuro prossimo davanti.

  • Voto: 8
  • Genere: occult/psychedelic rock
  • Sito Web: https://www.facebook.com/jessandtheancientones
  • Anno: 2012
  • Casa Discografica: Svart Records
  • Gruppo: Jess And The Ancient Ones
  • Old Cover:
  • Line Up:
    Jess - voce
    Thomas Corpse - chitarra
    Thomas Fiend - chitarra, backing vocals
    Von Stroh - chitarra
    Fast Jake - basso
    Abraham - tastiere
    Yussuf - batteria
  • Tracklist:
    1. Prayer for Death and Fire
    2. Twilight Witchcraft
    3. Sulfur Giants (Red King)
    4. Ghost Riders
    5. 13th Breath of the Zodiac
    6. The Devil (in G-minor)
    7. Come Crimson Death
Giovanni Mascherpa