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Live Report AMARANTHE + EPICA + CHARLOTTE WESSELS

Erano secoli che non andavo a un concerto in Italia: gli ultimi li avevo sempre visti in Olanda. Ai tempi dell’università giravo come una trottola, mentre adesso, con la vita da adulta e il lavoro in azienda, i permessi sono quelli che sono e devo per forza selezionare con attenzione gli eventi a cui andare. Amo gli Epica, amo gli Amaranthe, e Charlotte Wessels mi piaceva ai tempi dei Delain. Quando l’anno scorso è stato annunciato questo tour ho pensato subito: “Devo andarci, non posso perdermelo”. Così sono partita dalla Liguria direzione Milano.

Avevo anche un’intervista da fare, quindi sono arrivata verso le 16: davanti al locale c’era già una bella coda e diverse file dedicate ai possessori dei VIP ticket. Finito il mio “compitino” giornalistico, ho fatto un giro in zona e poi sono tornata per l’apertura porte. Evidentemente i tempi sono cambiati e io non sono più aggiornatissima: non sapevo che per uno zainetto minuscolo insistessero così tanto per il guardaroba. Risultato: perdo un sacco di tempo lì… salvo poi ritrovarmi dentro al concerto con gente che aveva zaini enormi. Vabbè, sorvoliamo. Quando finalmente entro, Charlotte Wessels aveva già iniziato il suo set.

CHARLOTTE WESSELS

Charlotte ha una voce particolare, riconoscibilissima e sempre piacevole da ascoltare. Nel progetto solista sta esplorando territori sonori diversi rispetto al passato e il confronto con i Delain sarebbe fuori luogo. Dal vivo i pezzi funzionano: non sono esattamente il mio genere, ma risultano comunque interessanti. In “The Exorcism” si concede anche qualche parte in growl, dimostrando ancora una volta la sua versatilità.

Sono riuscita a entrare solo dal secondo o terzo brano a causa della coda infinita al guardaroba, quindi non posso dare un giudizio completo sul set, ma è evidente come il suo nuovo percorso musicale si discosti parecchio dal symphonic metal a cui eravamo abituati, scelta che può piacere o meno, ma che dimostra voglia di evolversi. Rimane senza dubbio una grande artista.

Nota speciale per il batterista, che ha suonato nonostante un infortunio (era sul palco con le stampelle): dedizione e professionalità davvero notevoli.

Setlist
Chasing Sunsets
Dopamine
Soft Revolution
The Crying Room
Tempest
After Us, The Flood
The Exorcism

EPICA

Arriva finalmente il momento di uno dei co-headliner della serata: gli Epica. Dal punto di vista scenografico lo show è stato molto curato, con luci ed effetti ben studiati. L’intro, proiettata sul fondale del palco, invitava il pubblico a godersi il concerto senza stare costantemente con il telefono in mano: messaggio semplice, ma sempre apprezzato.

La scaletta ha lasciato qualche perplessità. Mancano diversi brani da “Omega, mentre sono stati inseriti grandi classici e il gradito ritorno di “Never Enough”. Sentendo i commenti a fine concerto, non sono stata l’unica a trovare la selezione dei pezzi un po’ discutibile.

Va però detto che la band aveva annunciato che Simone Simons non fosse in perfette condizioni di salute, tanto da saltare anche le attività legate ai VIP ticket. È plausibile quindi che la scaletta sia stata adattata per permetterle di affrontare il tour nel modo migliore possibile. Avendola vista molte volte dal vivo, però, questa volta l’ho percepita particolarmente affaticata e meno energica del solito. Nessuna critica personale, capita a tutti di avere serate difficili, ma in un live report è giusto riportare le sensazioni generali. Sono certa che con una Simone al 100% l’impatto sarà nuovamente devastante.

Molto suggestivo l’ingresso sul palco con l’abito da sposa “oscura” sulle note di “Apparition”, seguito poi da un cambio d’abito per il brano successivo. Bellissimo anche il duetto con Charlotte Wessels in “Sirens – Of Blood and Water”, mentre “Tides of Time” eseguita in versione voce e pianoforte è stata uno dei momenti più intensi della serata.

Setlist:
Apparition
Cross the Divide
Martyr of the Free Word
Eye of the Storm
Unleashed
Never Enough
Sirens – Of Blood and Water (con Charlotte Wessels)
Tides of Time
The Grand Saga of Existence
Cry for the Moon
Fight to Survive
The Last Crusade
Beyond the Matrix

AMARANTHE

Seguendo gli Amaranthe praticamente dagli inizi, ero particolarmente curiosa di rivederli dal vivo. Mi ero persa il tour precedente, quindi poter ascoltare finalmente alcune tracce live è stato un vero piacere, anche se chi li ha visti in tour con i Dragonforce avrà trovato diversi brani già noti. A livello scenico, rispetto ai festival estivi, il palco è rimasto sostanzialmente lo stesso, senza grandi novità.

Dal punto di vista della performance, invece, nulla da dire: Nils, Elize e Mikael sono apparsi in grandissima forma, carichi ed energici, capaci di trasmettere tutta la loro adrenalina al pubblico. La scaletta ha incluso anche “Chaos Theory”, brano ancora inedito ma già accolto con entusiasmo, oltre al divertente duetto “Boom!1” tra Nils e Mikael. Molto riuscita anche “Amaranthine”, inizialmente eseguita solo da Elize accompagnata al piano da Olof Mörck, confermando ancora una volta le straordinarie capacità vocali della cantante svedese.

La scaletta ha attraversato tutta la discografia della band, culminando con una tripletta di brani amatissimi. “The Nexus” ha letteralmente fatto esplodere la platea, con il pubblico in continuo movimento, energia che è proseguita senza cali anche con “Call Out My Name”.

Il pubblico ha richiesto immediatamente il bis, concesso senza esitazioni. Tra battute e sfide scherzose sul volume della folla tra città diverse, il gran finale è arrivato con “That Song”, prima della chiusura definitiva con “Drop Dead Cynical”.

Setlist:
Fearless
Viral
Digital World
Damnation Flame
Maximize
Strong
PvP
Crystalline
Boom!1
The Catalyst
Re-Vision
Chaos Theory (inedita)
Amaranthine
The Nexus
Call Out My Name

Encore:
Archangel
That Song
Drop Dead Cynical