Cosa puo’ dare ad una persona tanta forza da riuscire a spremere un sasso tanto da farci uscire dell’acqua come si può notare dalla copertina di questo Need to Believe? Anche se l’abito non fa il monaco, l’artwork rispecchia alla perfezione ciò che gli svizzeri Gotthard hanno sfornato in questo ultimo full-lenght carico di un’energia tale da far impallidire i grandi dell’hard rock contemporaneo.
Ultimamente il quintetto del San Gottardo si è guadagnato una crescente fama nel panorama rock europeo, cosa che si può attribuire in parte al passaggio di label a favore della tedesca Nuclear Blast che ha saputo promuoverli a dovere, ma soprattutto ad un altro fondamentale fattore: i Gotthard ultimamente non sbagliano un colpo. Così dopo i due stupendi Lipservice e Domino Effect ecco Need to Believe, disco che prende una strada lievemente diversa rispetto ai predecessori. Già dall’introduzione atmosferica ed al sound quasi orientale di quello che sarà il primo singolo, Shangri La, si capisce che il menu è cambiato. Uno Steve Lee in forma smagliante ci accoglie con delle armonie vocali quasi ipnotiche ed un ritornello che vi si pianterà in testa per molto tempo. Nonostante non sia propriamente un classico pezzo da apertura svolge alla perfezione il suo compito catturando immediatamente l’ascoltatore e dimostra come i Gotthard riescano a stupire sempre più. Need to Believe è decisamente uno dei pezzi forti di tutto il disco, un’iniezione di energia che vi farà sentire in grado di spaccare un muro con un pugno. Di effetto paritario si notano I Know You Know, con un giro di chitarra ed una potenza del comparto vocal pazzesco, e Right From Wrong. Passano poi delizie come Rebel Soul e Break Away dal sound che riporta la mente ai tempi di G. Molto d’impatto Tears to Cry che con la sua miscela di orchestrazioni chiude in grande stile un grande album.
Difetti? Beh, diciamo che come album può risultare ai più molto meno immediato dei predecessori (Lipservice su tutti) e che quindi potrebbe far storcere il naso a qualcuno. Unconditional Faith e Don’t Let Me Down poi noi fanno urlare al miracolo di originalità anche se non scadono mai nel riciclo più estremo.
Tirando le somme Need to Believe è un disco ottimo, un’altro pezzo forte nella già rosea discografia dei Gotthard. Ascoltarlo riesce a dare una carica incredibile, vi farà venir voglia di urlare e di cantare con tutta la voce che si ha in gola. La dimostrazione di come il songwriting della band sia eccezionale, restando saldi alle loro radici riescono con ogni uscita a rimanere al passo con i tempi che corrono reinventandosi senza tornare mai indietro. Una produzione cristallina (non ci si poteva aspettare di meno da Rich Chycki) fa brillare ulteriormente questo piccolo gioiello del rock. Personalmente sono impaziente di vedere come i pezzi dell’album saranno proposti dal vivo. Se già prima le performance dei Gotthard travolgevano la folla con tutta l’energia in loro possesso penso che al prossimo tour ci saranno delle belle sorprese.
Inutile dire che l’acquisto è fortemente consigliato per qualsiasi amante del rock e completamente obbligatorio per i fan. Con la fama in costante crescita e con l’ispirazione che non accenna neanche un secondo a calare spero fortemente che questo disco aiuti ulteriormente i nostri elvetici a farsi sempre più strada nel panorama europeo e soprattutto nel territorio italiano che, nonostante la vicinanza, continua a lasciarli troppo in disparte.
