Sembra che negli ultimi tempi stiano fiorendo band innamorate di quegli oscuri primi anni 70, dove l’amore per la musica e per la ribellione diede vita alla base (l’hard rock) senza la quale oggi saremmo devoti fan di Gigi D’Alessio e assidui frequentatori delle trasmissioni ‘musicali’ che le nostre reti televisive ci propinano.
Gli Orchid sono uno dei nuovi adepti al verbo. Già autori di un debut del 2011 (“Capricorn”), recentemente si sono accasati sotto Nuclear Blast e come battesimo immettono sul mercato questo ep che funge da antipasto al nuovo full lenght. La band muove i propri passi tra il doom e il rock vero e proprio, infarcendo il songwriting di una linfa melodica maggiormente ‘ottantiana’, e lasciando trapelare una certa freschezza nell’esecuzione…
Produzione e performance sono ad hoc per il genere, mentre i suoni sono belli rotondi e carichi di sudore, dove la voce di Theo Mindell riesce a fungere da collante tra le parti. Canzoni come la titletrack aprono le gambe dall’inizio alla fine, mentre altri momenti come “Falling Away” denotano la capacità del quartetto di variare le strutture rendendole intriganti.
Aspettiamoci molto da questo act…
