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SCARLET – Wonder

Il progetto Scarlet nasce da un’idea della rocker salernitana Rossella Sicignano, sotto la sapiente guida della neonata Luma Records. C’è subito da dire che, in un epoca in cui i downloads illegali e i portali digitali la fanno da padrone, creare un’etichetta discografica è un atto di coraggio non indifferente, specie al sud. Alla base c’è la volontà di dare voce alla scena rock salernitana, e del meridione più in generale, da sempre posta ai margini del panorama musicale nazionale per via, tra l’altro, dell’impossibilità di esprimersi in luoghi adeguati. Tutto ciò è dovuto anche all’indifferenza di produttori che puntano sempre più su prodotti commerciali poco qualitativi, che lasciano il tempo che trovano. Insomma oggigiorno si punta più alla presenza che all’essenza e questo sta penalizzando gli artisti veri che faticano a mettersi in luce. Si punta più alle visualizzazioni che ai dischi venduti per cui un bel faccino giovane tira molto di più di una bella voce, o comunque del talento. Quindi da lodare il fatto che la Luma Records abbia puntato forte su Rossella, artista a tutto tondo, con la vocazione per la recitazione e una passione innata per la musica, che esprime attraverso testi che mettono a nudo, con eleganza ed aggressività, un lato ben preciso della sua personalità e del suo mondo. Oltretutto l’etichetta, nata a Salerno, mette a disposizione di quanti vogliano il proprio studio di registrazione, il Luma Studio appunto, all’avanguardia nel catturare ed esprimere, attraverso le varie sfumature, il vero animo di un artista. E non fa eccezione Wonder, il primo disco di Scarlet, in uscita a marzo e battezzato in pompa magna il 9 dello stesso mese con una Release Party in quel di Salerno, in concomitanza con la presentazione dell’etichetta discografica. Serata alla quale, tra l’altro, ho avuto l’onore di partecipare.

Iniziamo subito col dire che non ci troviamo di fronte ad un prodotto di nicchia. Wonder è in grado di mettere d’accordo vari palati musicali, dagli irriducibili nostalgici del suono rock purissimo di matrice settantiana, che strizza l’occhio alle grandi artiste femminili dell’epoca, fino ad arrivare al periodo più sperimentale degli Anni 90. In effetti è palese la passione della rocker campana verso band quali Cramberries, Garbage, e le relative frontwomen, fino ad arrivare ad artiste più geniali quali PJ Harvey e Tori Amos. Ma ho notato anche sprazzi musicali che ci riportano alla scena Indie Rock. Il tutto arricchito qua e là da buone dosi di elettronica. Tutta questa contaminazione non rende il disco confuso o comunque poco fruibile, tutt’altro. Un po’ come i poeti cesellano i loro versi per renderli perfetti, allo stesso modo in Wonder viene ricercato un suono rifinito, maturo, quasi esemplare, in connubio con una produzione cristallina, senza sbavature, con le tracce dei vari strumenti sapientemente equalizzate. Il tutto per portare l’ascoltatore a godere di ogni singola nota e sfumatura musicale in totale armonia coi versi e con la voce di Rossella, che mette in luce tutta la sua versatilità con una prova convincente. Ed è proprio Scarlet la padrona assoluta della scena. In effetti gli arrangiamenti, talvolta essenziali e volutamente scarni, altre volte invece sovrastanti, mai distolgono l’attenzione dalla vera protagonista, che sin dalle prime note, ci prende e ci porta per mano attraverso il suo mondo musicale ed emotivo, specchio di un periodo difficile della propria esistenza.

Per cercare di uscire dal tunnel di un periodo buio, la musica (e l’arte più in generale), viene vista come la luce verso cui protendersi. In realtà nei vari stati di animo che si alternano nelle 8 tracce che ci regala Wonder, possiamo rispecchiarci tutti, in quanto si tratta di testi che possono richiamare momenti più o meno bui della nostra vita o metterci dinanzi ai nostri demoni. Tuttavia alla base c’è sempre quel sentimento “che move il sole e l’altre stelle”, ossia l’Amore, che ci fa vivere, sognare, sperare e disperare. Esso può riportarci alla vita ma anche farci sprofondare nella disperazione, per cui lo stile vocale di Rossella è a tratti calmo e pacato, quasi rassegnato, mentre in altri momenti, come un vulcano spento che si ridesta, esce in tutta la sua rabbia ed aggressività. Tutto ciò porta, inevitabilmente, a vari cambi di tono. In effetti le atmosfere apparentemente oniriche e sognanti di Wonder, il brano di apertura, lasciano presto il posto alla disillusione ed alla consapevolezza di un percorso tortuoso tra i meandri più oscuri dell’animo umano. Dopo questo momento acustico, proprio di uno stato di calma apparente, ci troviamo di fronte ben presto ad un cantato più aggressivo, quasi isterico, come in Demons. In questo brano, grazie all’uso di chitarre distorte, synths ed alcuni effetti vocali, vengono evocate proprio le paure più profonde dell’artista, che qui sembrano avere la meglio su quel che era rimasto della sua serenità mentale. Il bisogno continuo di affrancarsi da tale prigione interiore, attraverso un amore puro e sincero, si fa sempre più strada in brani come Take Me Back, in cui una menzione particolare deve andare alle linee di basso disegnate intorno alla voce di Scarlet. Un connubio perfetto, ed uno dei momenti più emozionanti dell’intero disco. Qui la protagonista vuole tornare al tempo dell’innocenza, quando le paure erano lontane e il mare era visto come simbolo di purezza ed innocenza. Ma questo desiderio lascia subito il posto alla disillusione di Behind. Da sottolineare qui una batteria elettronica cadenzata, quasi stanca, che non vuole intralciare in alcun modo l’emotività del testo, ed un violoncello che fa capolino poco a poco, la cui dolcezza, unità alle melodie vocali all’inizio quasi sussurrate, disarma nel suo assolo finale. Fantastico. Il Riff di You uh, ci riporta in un’altra epoca, e riviviamo i magici Anni 70. Il testo è un “J’accuse” molto pacato, quasi rassegnato, contro qualcuno che evidentemente ha fuorviato la protagonista. Nella semi-acustica Layne (dedicata molto probabilmente all’ex cantante degli Alice In Chains, Layne Staley, scomparso prematuramente all’apice della carriera) si evince la disperazione per una persona che ha lasciato per sempre questa terra, ma che rivivrà per sempre dentro di noi. Il solo di chitarra riporta alla mente gli U2 sperimentali di inizio Anni 90. I vari cambi stilistici sono frutto anche di una confusione interiore mista a paura che vive l’artista, unita al desiderio di far rivivere atmosfere di un epoca ormai passata verso cui vuole protendersi chi canta. In un’accezione più generale le tematiche dei brani possono riguardare i problemi, spesso tragici, legati all’uso di droghe, oppure sono legati alla violenza subita in ogni sua forma. Altre volte, invece, riviviamo la drammaticità del terrorismo, frutto di un estremismo fondato su un sentimento malato e distorto verso la propria religione. Proprio come accade in Another, brano gelido e crudo, condito con elementi elettronici e psichedelici, in cui Scarlet recita con voce filtrata, in modo quasi ironico e distaccato (simbolo dell’indifferenza del mondo che osserva ma non interviene), la tragicità dell’intolleranza religiosa e degli attentati terroristici. Il viaggio finisce (forse troppo presto) con Arizona, brano in cui intravediamo una luce, simbolo di speranza, che si fa largo, sotto forma di voce amica, attraverso una pioggia fitta che nasconde le lacrime. Qui le chitarre sono in primo piano con un pregevole assolo finale che chiude il disco.

Wonder è sicuramente da intendere come un percorso interiore da fruire con gli occhi letteralmente chiusi, così per veicolare al meglio le emozioni direttamente dentro di sé, come ha fatto Scarlet, senza timore. Perché il modo migliore per combattere le proprie paure, i propri demoni, è quello di affrontarli sempre a testa alta, anche con l’aiuto di chi ci sta accanto. Bisogna sforzarsi di trovare quella luce alla fine del tunnel ed uscire così dalle tenebre. E solo un sentimento puro può fornirci una valida ragione di vita, può aiutarci a sconfiggere tale oscurità. Infatti l’amore verso noi stessi e chi ci circonda, unito alla passione per l’arte, ed alla conoscenza intesa come condivisione e apertura al prossimo, sono le uniche cose che ci permetteranno di mantenere sempre intatto quel senso di meraviglia (Wonder) nei confronti della bellezza della vita.

  • 8/10

  • SCARLET Wonder

  • Tracklist

    1. Wonder

    2. Demon

    3. Take me back

    4. Behind

    5. You uh

    6. Layne

    7. Another

    8. Arizona


  • Lineup

    SCARLET: Vocals, Acoustic Guitar & Synths

    LUCIO AUCELLO: Guitars, Synths & Piano, Drum Machine, Colours, Backing Vocals + Bass on Tracks 2, 4-8

    MASSIMO SAMMARTINO: Drums on tracks 1-3

    MARIO VILLANI: Drums on tracks 5, 6, 8

    DANIELA DE MARTINO: Bass on tracks 1, 3

    CATELLO TUCCI: Cello on track 4


  • Genere Rock, Alternative Rock
  • Anno2018
  • Casa discografica Luma Records