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WINTERAGE – The Harmonic Passage

Tante sono le band Symphonic Power Metal che tentano di debuttare in questi anni e di solito tutte noiose poichè sempre uguali tra di loro. Avendo in mano un debut album di questo genere, si inizia a temere di essere davanti alla solita roba.
Non è questo il caso dei Winterage, band genovese nata nel 2008 e composta da membri la cui età media si aggira sui 23 anni. Come tutti gruppi, anche questi giovanissimi ragazzi hanno una loro storia (che vi invito a leggere sul sito ufficiale ndr), ma è indubbio che si erano fatti notare aprendo una data dei From The Depth a Genova e degli Elvenking a Roma, già con un EP alle spalle.

The Harmonic Passage” è la conferma in versione debut album della bravura di questi sei ragazzi che riescono a comporre e sfornare un disco che sarà sicuramente ben amato dai fan del power e/o symphonic metal. Troviamo sicuramente delle influenze da diversi generi musicali nei brani strumentali, come ad esempio “Ouverture In Do Minore” in cui si trova un sound maggiormente folk, così come influenze di band quali Rhapsody Of Fire, Sonata Arctica, Nightwish e tanti altri. Ma non si tratta di qualcosa di già ascoltato, riescono ad amalgare bene le loro direttrici e a portarne fuori un qualcosa di unico, eccezionale.

Notevoli la versatilità e l’estensione vocale del cantante Daniele Barbarossa che, da note basse come all’inizio di “The Flame Shall Not Fade“, passa senza difficoltà a note molto più acute, come nella title track, “Wirewings” o in “Golden Worm“. 

Interessante l’alternare brani con testo in inglese a brani con liriche in italiano, come “La caccia di Turin” e “La Grotta di Cristallo“, per non parlare della title track, dove si ritrovano entrambe le lingue.

Non siamo in presenza di un disco esclusivamente a voce maschile, oltre ai cori presenti, troviamo anche una guest, la soprano Silvia Traverso, in “Son Of Winter“, la cui voce si adatta perfettamente al brano e al contenuto del disco.
Oltre a questi pezzi che definerei epici, non mancano anche delle strumentali a partire dalla prima traccia o la bellissima “Victory March” che ricordano un po’, ad occhi chiusi, qualche scenario alla Tolkien. L’influenza tolkieniana riesco a vederla anche in molti testi, chissà se è così o meno (direi che lo scopriremo nell’intervista che uscirà prossimamente ndr). 
Bellissimo anche il brano chiusura, “Awakening“, di quasi 9 minuti, in cui troviamo anche uno spezzone del Lago dei Cigni di Tchaikovsky, inserito perfettamente al suo interno.

“The Harmonic Passage”, a mio parere, rimane una delle uscite inaspettate e migliori di quest’anno (e ci son ancora tanti mesi per vedere se sarà così o meno ). Un disco che piacerà subito, ad un primo ascolto, agli amanti del Power/ Symphonic Metal per il suo sound unico; ricordo che le parti orchestrali son state tutte realizzate con ben 40 strumenti veri, caratteristica peculiare del disco, visto che oggigiorno si tende a non farlo più tanto spesso. Numerosi gli ospiti, grandissimo il lavoro svolto dalla band per 6 mesi circa presso la Nadir Music di Genova.

Da amante del genere, non ho trovato difetti ma essendo un debut album, tendo a rimanere ”stretta” con i voti in quanto mi aspetto già un lavoro successivo, migliore di questo, che supererà le aspettative e mi farà scrivere gli elogi più belli. Auguro buona fortuna a questa band di giovani e spero che il 2015 sia il vostro anno cari ragazzi, continuate così!

  • 8,5/10

  • WINTERAGE - The Harmonic Passage

  • Tracklist

    01. Ouverture In Do Minore
    02. The Harmonic Passage
    03. The Flame Shall Not Fade
    04. Wirewings
    05. Son Of Winter
    06. La Caccia di Tùrin
    07. Golden Worm
    08. Victory March
    09. La Grotta Di Cristallo
    10. Crown To The Crowds
    11. Panserbjørne
    12. The Endless Well
    13. Awakening


  • Lineup

    Daniele Barbarossa - Vocals;
    Gabriele Boschi - Violin;
    Dario Gisotti - Keyboards;
    Riccardo Gisotti - Guitars;
    Matteo Raganini - Bass;
    Davide Bartoli - Drums