Arrivano da Milano, ma il loro disco è figlio della Svezia più che della Lombardia. Non solo la produzione, affidata ad Arnold Lindberg (Hardcore Superstar, In Flames), ma anche e soprattutto la musica, un metal melodico che pesca sia da certe sonorità sleaze, sia da certo gothic metal, fanno pensare alla penisola scandinava più che al belpaese durante l’ascolto.
“Addicted To Decadence” è un buon disco; le canzoni sono orecchiabili, trascinanti, dalle strutture mai complesse, come nella migliore tradizione sleaze, ma godono di una profondità maggiore, sono meno scanzonate e leggermente più dark, se vogliamo usare questo termine: se volessimo trovare termini di paragone, potremmo descrivere questo disco come se Hardcore Superstar e compagni si trovassero a jammare con For My Pain e Charon.
Parlando di produzione, poi, il lavoro di Lindberg e le soluzioni elettroniche interessanti portate dal gruppo donano al disco la modernità su cui poggia tutto il concept dei nostri (“Il mondo moderno è il ritratto del decadimento, per questo noi siamo ‘Addicted To Decadence'” sono le parole introduttive all’album). E il ritratto del decadimento viene dipinto accortamente nelle 12 tracce che compongono questo lavoro.
Sicuramente un disco interessante e per tutti gli amanti dei generi sopracitati.
