Un graffiante e cattivo riff di chitarra e un urlo. Queste sono i primi suoni che ci arrivano al primo ascolto di “Turning Maybes IntoReality”, il cd di debutto dei milanesi Rhope.
La chitarra iniziale violenta e inaspettata di “Slaves” lascia l’ascoltatore spaesato per quasi tutta la durata del brano, senza permettergli di capire appieno lo stile e le intenzioni del gruppo, per catapultarti poi, con la traccia successiva “Into The Box”, nel bel mezzo di un cd che non lascia un attimo di tregua. La costante presenza del growl di Diego sembra quasi non lasciare abbastanza spazio alla voce di Giammi e grande importanza viene data alla chitarra che ci regala un intermezzo molto ben fatto e ben ritmato.
Con “Parallel” si riesce finalmente ad apprezzare il timbro particolare/le qualità vocali di Giammi e il sound sembra diventare più calmo a causa dell’iniziale assenza del controcanto growl che però si presenta nuovamente verso la metà della traccia, riportando la carica graffiante dei brani precedenti.
“False Needs” è introdotta dalla batteria, ben sostenuta, che serve da base per creare una traccia a tratti ripetitiva ma che entra in testa facilmente. Anche qui non mancano riff di chitarra che danno respiro dopo ritmo serrato della voce di Diego e della linea vocale generale.
Nella quinta traccia “Lust” ci rendiamo subito conto dell’assenza del growl che e’ stato sostituito da un controcanto graffiante che sembra incastrarsi perfettamente con la vocalità che in questa canzone e’ più calma e a tratti sembra voler cullare l’ascoltatore e accompagnarlo attraverso un tunnel di musica.
Con “Your Peace”, “Comedown” e “Truth Lies” veniamo lentamente e gradualmente riportati al ritmo iniziale del cd, carico di potenza e farcito da una buona dose di cattiveria.“Extinction Is Forever”ci propone un ritmo ripetitivo e un riff molto ben sostenuto che riescono facilmente ad attirare l’attenzione dell’ascoltatore facendo quasi sfuggire il resto della canzone.
“Entropy Of Brain” è probabilmente la canzone più curiosa del cd: i ragazzi sperimentano una nuova accoppiata voce – chitarra che sembra funzionare molto bene pur seguendo un ritmo meno violento e carico di quello ascoltato finora, sempre rigorosamente alternata a momenti di carica inarrestabile che vedono l’entrata in scena degli altri componenti della band.
Con “Cut The Pressure” si arriva al picco massimo di carica del cd per poi ritornare a respirare, dopo undici tracce di apnea, con “Now” che è esattamente quel che serve per riprendersi da tutta questa carica ininterrotta. Così come la prima traccia ci aveva ipnotizzati e ci aveva catapultati nel cd, quest’ultima ci riprende al volo e ci riporta con i piedi per terra.
I Rhope ci presentano quindi un album coraggioso e, forse, difficile da approcciare. Non si può però non riconoscere che la band è dotata di una buona preparazione musicale e di talento, quindi non ci resta che aspettare le loro produzioni future, nella speranza che portino loro buoni risultati.
