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VOID OF SLEEP – Tales between reality and madness

I pensieri stupendi non nascono sempre strisciando, l’importante è che arrivino. Quello che era nato come una semplice ipotesi un po’ di tempo fa ormai si sta rivelando una meravigliosa certezza, ovvero che l’Italia non è più una semplice succursale della Germania in grado di sfornare ottimi gruppi power ed epic, ma un Paese che riesce ad esprimere livelli di eccellenza nelle molteplici sfere della musica pesante in generale. Se l’anno scorso i Grime hanno issato altissimo la bandiera marcia dello sludge più urticante, questa stagione tocca ai Void of sleep lo sporco compito di emergere dal nulla e slogarci la mascella con un album assolutamente strepitoso, una delle cose migliori che sia mai passata nel mio stereo. Tales between reality and madness è uno di quei dischi che sembrano uscire da un’altra epoca, dove la passione, la tecnica e la voglia di innovazione trovano un perfetto punto d’incontro per deflagrare e travolgere la mente dell’ascoltatore. I Void of sleep potrebbero essere tranquillamente catalogati come un gruppo stoner o doom, ma sarebbe un grosso errore limitare la definizione dei ravennati a quella che è solo la superficie del loro mastodontico muro di suono, sotto il quale si celano in attesa di essere assaporate psichedelie lisergiche, asperità tipicamente hardcore pronte ad esplodere in cori potentissimi, un delizioso gusto per la melodia e un amore per i Tool nemmeno troppo nascosto. Se gli amanti dello stoner godranno come dei ricci a sentire le chitarre che si rincorrono e si sfidano a colpi di riff bollenti come lava, chi ha un discreto orecchio musicale non potrà non apprezzare il raffinato lavoro del bassista Paso, oserei dire tranquillamente un mostro delle quattro corde, nonché le delizie del tocco gentile, quasi jazzistico, con cui Allo mazzuola la batteria. Non ho paura di dire che strumentalmente questo Tales… sia veramente un album fenomenale, sia per quanto riguarda i suoni (sempre caldi e morbidi, semplicemente perfetti), che a livello tecnico e qualitativo: sentire le emozioni che riescono a far sgorgare questi ragazzi dai loro strumenti è qualcosa che ha dell’incredibile, soprattutto ai giorni nostri in cui vengono idolatrati falsi eroi dalle dita velocissime ma dalla sensibilità musicale prossima allo zero assoluto. Anche la qualità globale delle canzoni è altissima, con i Void of sleep che hanno sì numerose influenze chiaramente udibili, dai Black Sabbath ai Mastodon passando per Tool e Neurosis, ma non ne sono mai schiavi e riescono ad esprimere al meglio una personalità fortissima. Anche grazie ad un uso fantastico delle voci, in particolar modo quella pulita veramente straordinaria e versatile, i brani hanno sempre una componente di imprevidibilità che riesce a generare un senso di meraviglia ad ogni ascolto. Un debutto veramente sorprendente, energico, fresco e maturo, che si va indubbiamente a collocare a fianco di masterpieces del passato e del presente. Tales between reality and madness è sicuramente il disco dell’anno, ma forse anche del millennio, per chiunque ami lo stoner, ma merita assolutamente un ascolto da parte di chiunque perché è un capolavoro. Punto e basta.

  • 9/10

  • VOID OF SLEEP - Tales between reality and madness

  • Tracklist
    1. Blood on my hands
    2. Wisdom of doom
    3. The great escape of the giant stone man
    4. Lost in the void
    5. Ghost of me
    6. Mirror soul sickness
    7. Sons of nothing

  • Lineup
    Burdo. voce, chitarra
    Gale. chitarra, voce
    Paso. basso
    Allo. batteria