La Hells Headbangers sforna a getto continuo ensemble campioni di blasfemia e grezzume provenienti da ogni angolo del globo. I Satanic Bloodspraying sono un duo boliviano all’esordio e sono fautori di quella corrente black/death/thrash a sfondo dozzinalmente satanico che ha in nomi come Destroyer 666 e Proclamation le proprie stelle polari. Si tratta di uno stile ruvido, senza compromessi e senza respiro, chiuso in se stesso e molto underground, che non attrae un folto pubblico ma ha uno zoccolo duro di aficionados che non si perde neanche un’uscita di questo sottogenere. I nostri boliviani non hanno grandi assi da giocare, infatti puntano decisi sull’aggressione caotica e oltranzista, prestando poca cura ai dettagli e agli arrangiamenti. I Satanic Bloodspraying hanno la tendenza a investire l’ascoltatore con chitarre taglienti e tenute ben alte nel missaggio, una batteria molto elementare e voci indemoniate e cavernose, crocevia fra growl death e screaming black metal.
La poca tecnica applicata dietro i tamburi è un freno non di poco conto, si sente che chi ha suonato lo strumento sul disco non aveva alcuna idea di come arricchire i brani e si è messo semplicemente a pestare come un ossesso per tutto le canzoni. Il wall of sound chitarristico è invece accettabile e dà il meglio di sé quando si distende serpeggiante in mid-tempo sussultori e carichi di tensione, preambolo alle inevitabili accelerazioni che infarciscono buona parte del minutaggio complessivo. I vocalizzi esagerati, perennemente grondanti sangue, sono a tema con gli scenari luciferini dell’opera, non sono nulla di originale ma fanno il loro lavoro fino in fondo. Se si eccettuano trame percussioniste al di sotto del minimo sindacale, e considerato in ogni caso che il songwriting non si sforza minimamente di uscire dai cliché più abusati del metallo estremo, l’esordio di questi sudamericani è quanto meno sufficiente, anche se destinato a una frangia di appassionati risicata e coi paraocchi rispetto a qualsiasi altro modo di intendere il metal.
