Scegli, vivi, cambia.
E’ questo il motto di “Moment Between Lives“, la nuova produzione dell’italianissima band Afterlife Symphony, che rispecchia l’essenza del vivere.
Un concept album basato sul connubio fra mondo reale ed etereo, che si delinea attraverso reincarnazione e karma, costantemente influenzati dalle scelte concrete di ognuno. Un percorso tematico che emerge, passo dopo passo, da ogni nota, creando una catena poetica i cui anelli sono fra loro ben saldi.
Symphonic Metal nella sua accezione più classica: ritmi serrati si accompagnano a melodie orchestrali, non preminenti, e vocali non catchy, fondendosi in un sound pieno, atmosferico, cupo ma del tutto pulito. Nota positiva l’assenza di una voce interamente lirica, come spesso è possibile trovare nel genere, in favore di una in belting, che rappresenta la caratteristica innovativa di questa produzione.
Al contempo, si tratta di un album da ascoltare per coglierne l’emotività, la storia che cela dietro le note, un po’ a scapito dell’apparato musicale: le tracce sono molto lunghe e ripetitive, presentano ritmiche e giri musicali simili, tanto da faticare a distinguere la conclusione di un brano dall’inizio del successivo.
Undici tracce, che muovono da “Half-Moon Night” a “Genesis Of Eternity“, trovando un attimo di pace solo con “Last Hope” e “November, Pt. 1“, simil ballads, due brani mid tempo e totalmente atmosferici, a tratti dall’aria barocca.
Più che una composizione, un racconto. Ideale per gli amanti del mondo fantasy, un po’ scadente per chi è alla ricerca della musica.
