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Martedì 28 Marzo 2017 09:58

LODZ - Time Doesn't Heal Anything

Written by  Valerio Ferrari
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LODZ - Time Doesn't Heal Anything

Al giorno d’oggi, perdonatemi il qualunquismo, ma ogni essere umano può produrre un disco…oltre ad essere cambiata la visione dell’ ‘arte’, che un tempo non era per tutti, sembra che anche il concetto di ‘album’ abbia perso notevolmente valore, sia affettivo che pecuniario…colpa della tecnologia? Probabilmente; ma non solo, credo…


Se un disco come “Time Doesn’t Heal Anything” fosse uscito una ventina di anni fa oggi sarebbe annoverato tra i capolavori del genere…i Lodz non sono solo amanti della malinconia e delle atmosfere soffuse, loro le vivono nel profondo e sanno esternarle sul pentagramma come veri maestri. Attivi già da qualche annetto e con un debut promettente alle spalle, i quattro galletti spingono su una ricerca sonora dai caratteri cupi e introversi, dove un certo trasporto per le soluzioni minimali esterna la grande conoscenza che hanno di se stessi.


La produzione è fredda e limpida come un’alba novembrina, dove tutto riluce opaco e privo di positività…i suoni sono tesi e nervosi, sottomessi ad un senso di ansia perpetuo, mentre le performance denotano una qualità arrangiativa non comune per una band alla seconda uscita. Il mastering a dir il vero spegne qualche dinamica di troppo, complice un mixing non sempre impeccabile, ma in fondo si tratta di un dettaglio irrilevante.


Le songs stringono un nodo attorno alla gola che permette al cervello di affogare nella nostalgia. ”Negligence” “The Sound Of Deceit” e “Cataract” ghiacciano la spina dorsale grazie alle strutture sconnesse e paralizzanti mentre il duo finale “This Feeling”/”Everything’s Fine” ci mostra il lato più innovativo del quartetto lionese. “Time Doesn’t Heal Anything” “Shattered Dreams” e “Nothing Else To Do” rimangono le songs meglio riuscite, grazie ad una carica interpretativa che fa la differenza.


I Lodz possono piacere o non piacere ma non si può questionare sulla qualità della loro musica e sul modo in riescono a proporla…”Time Doesn’t Heal Anything” è un platter che non può essere assimilato con un disattento ascolto ma che richiede molta energia per essere capito.


  • Voto: 8
  • Genere: Atmospheric Post Metal
  • Sito Web: http://www.facebook.com/lodztheband
  • Anno: 2017
  • Casa Discografica: Klonosphere/Season Of Mist/Viral Propaganda PR
  • Gruppo: Lodz
  • Old Cover:
  • Line Up: Ben
    Eric
    Vince
    Oliver

  • Tracklist: 01. Negligence
    02. Time Doesn't Heal Anything
    03. The Sound Of Deceit
    04. Shattered Dreams
    05. Nothing Else To Do
    06. Cataract
    07. This Feeling
    08. Everything Is Fine
Valerio Ferrari