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Un 2018 metallico, il mio resoconto dell’anno passato

Lo so, sono un po’ in ritardo, ma tengo molto a condividere il mio punto di vista riguardo l anno appena passato, che, tra grandi uscite e date importanti, non ci ha dato un momento di tregua.

Ecco dunque le mie migliori e peggiori esperienze di questo gran 2018; buona lettura.

 

Migliori 3 dischi

 

1 Where Owls Know My name (Rivers Of Nihil): Ho deciso di mettere al primo posto un album che ha mosso qualcosa nella mia testa; insomma, Tech Death e sax, non proprio una cosa comune, i nostri, sono però riusciti a calibrare il tutto egregiamente, senza tralasciare le tipiche sonorità puramente death che ci hanno dato finora, aggiungiamo poi la produzione chimica, la tecnica elevata di ogni musicista ed un artwork assolutamente fantastico, abbiamo un capolavoro.

Quest’album sperimentale merita di stare ai piani alti.

Canzoni consigliate:

“Subtle Change (including the Forest of Transition and Dissatisfaction Dance)”, uno dei brani a mio avviso più completi dell’album.

“Death is Real”, un grande pezzo in puro stile “Rivers of Nihil”.

 

2 The Burning Cold (Omnium Gatherum): Che dire, la band finlandese ha sfornato quello che a mio avviso è l album Melodeath dell anno, riff taglienti, testi azzeccati e molto sentimento. Jukka (cantante) e Markus (chitarrista solista/compositore) hanno saputo calibrare alla perfezione rabbia e calma, rendendo ogni canzone coinvolgente all ascoltatore.

Canzoni consigliate:

“Cold”, uno dei brani più emozionanti dell’album, abbastanza lento, ma con una fantastica melodia malinconica, creata dalla chitarra lead di Markus Vanhala.

“Be the Sky”, “Fly, to be the sky, how high, to be the sky”.

“God Go First”, un pezzo che ci porta indietro nel tempo, un intro pazzesco ed un assolo incisivo.

 

3 Algorythm (Beyond Creation): Chitarre 8 corde, basso fretless, blast beat e tanta, tanta tecnica. I Beyond Creation sono riusciti a farsi un nome tra i grandi gruppi legati al Technical Death Metal, e dopo 2 grandissimi lavori hanno sfornato “Algorythm”, un album che è andato oltre ai loro schemi, grazie ad un maggiore approccio verso uno stile prog e con qualche inserto ambient.

Una fantastica produzione che ha incrementato la qualità dell’album. Terzo posto meritatissimo.

Canzoni consigliate:

“Entre suffrage et mirage”, semplicemente uno dei miei pezzi preferiti dell’album.

“The Inversion”, un brano che si fa strada, tra l universo tecnico ed il mondo prog.

 

Migliori 3 Live

 

La scelta dei migliori 3 live del 2018 è stata particolarmente ardua, data la grande quantità di live a cui ho assistito, ma alla fine sono arrivato ad una conclusione.

 

Helloween, Pumpkins United (Wacken Open Air 2018): Gli Helloween, non possono che essere loro al primo posto della classifica. Prendiamo un’esecuzione fantastica da parte dei musicisti (forse solo Kiske leggermente sottotono per certi versi), prendiamo i palloni a forma di zucca che sono stati buttati tra il pubblico durante lo show, prendiamo i fuochi d artificio lanciati a fine concerto, tenendo inoltre conto che eravamo a Wacken e stavano suonando nella regione dove questa fantastica band ha avuto inizio; insomma, questo live ha tutte le carte in regola per essere il migliore del 2018, la scaletta scelta è stata assolutamente azzeccata e vedere dal vivo Kiske cantare pezzi come “Halloween” o “Eagle Fly Free” è stato indescrivibile.

Da non tralasciare il piccolo tributo a “Mr.Smile” Ingo, il batterista fondatore degli Helloween, suicidatosi nel 1995, che ha fatto commuovere tutti i presenti.

 

2 Heaven Shall Burn, The Final March (16/03/18 Zenith-Munich): Se uno dei tuoi gruppi preferiti non viene da te, vai te da loro; questa è un po’ la mia politica, soprattutto se il gruppo in questione ha annunciato che farà un bel periodo di pausa.

Quello allo Zenith è stato per me un concerto davvero spettacolare, a cominciare dalle band di supporto: August Burns Red, Whitechapel ed In Hearts Wake, che hanno saputo scaldare alla perfezione i partecipanti, fino alla performance degli headliner.

La band tedesca ha fatto un concerto sbalorditivo, tra fuoco e fiamme (letteralmente) ha suonato alcuni dei brani migliori di tutta la loro discografia, il pubblico sovraeccitato si è lasciato trasportare tra le note di ogni pezzo in cori, Crowd surfing ed in vari walls of death, un concerto senza precedenti, un ricordo bellissimo che rimarrà indelebile nella mia memoria.

 

3 Dark tranquillity, Atoma European Tour (26/04/18 Zona Roveri- bologna): To the end of our time, for the rest of our lives”, ho deciso di mettere i Dark Tranquillity al terzo posto di questa classifica, per via dell’ esecuzione perfetta di ogni singolo musicista durante lo show, per i suoni assolutamente ben calibrati e per l’intesa fra band e pubblico.

Ho visto tanti bei momenti ai concerti a cui ho assistito in questi anni, ma mai mi era capitato di vedere il frontman della band headliner sorprendere il pubblico in questo modo. Cosi Mikael Stanne (fondatore, cantante e frontman dei Dark Tranquillity) ha deciso di ringraziare i fan giunti a Bologna per il loro secondo concerto in suolo italiano, cantando “State of trust” tra le braccia degli spettatori.

La passione che certi musicisti mettono nel fare il proprio lavoro è il vero spirito di questa musica, ed i Dark Tranquillity ne sono un esempio.

 

Migliori 3 artwork

 

1 Deicide – Overtortures of Blasphemy (artwork di Zbigniew M. Bielak):

2 Revocation – The Outer Ones (Tom strom):

3 Aborted – Terrorvision (Pär Olofsson):

 

 

 

Peggiori 3 dischi

 

1 Helix (Amaranthe): La mia classifica inizia cosi, con l ultimo disco degli Amaranthe, una band che non ho mai seguito molto, ma che ha le sue potenzialità (parlo soprattutto delle abilità canore dei cantanti), purtroppo però non ho capito dove volessero andare a parare con questo lavoro, che personalmente ho trovato troppo tamarro, ad iniziare dall’ artwork.

Molte le linee elettroniche e non sempre azzeccate, nessun particolare tecnicismo salvo per piccoli assoli di chitarra, qualche brano migliore di altri, ma in generale nulla di che.

 

2 Holy Hell (Architects): Dopo l ottimo singolo rilasciato “Hereafter”, mi sarei aspettato un album metalcore di ottima fattura da parte della band inglese, purtroppo però, cosi non è stato.

12 brani abbastanza simili, ci sono pezzi che all’ascolto sono meglio di altri, ma in generale ho trovato l album un po’ piatto e senza fantasia.

Inaccettabile a mio parere la similitudine degli intro di 9 brani su 12, che partono con un crescendo di volume, a volte da parte di chitarre, altre dai sintetizzatori.

 

3 Reverence (Parkway Drive): Al terzo posto, un’altra band che ha fatto la storia del metalcore, Reverence dei Parkway Drive è l album che mi ha deluso più di tutti, molte linee simil Heavy metal, poco metalcore di qualità (neanche l’ombra di un avvicinamento ad “Horizon” o“Deep Blue”) e soprattutto troppe parti cleans vocals che non sono il punto forte di Winston.

Insomma, un album abbastanza secco che non è riuscito a convincermi.

 

Peggiori 3 Live

 

1 Erra, supporto As I Lay Dying european tour (06/12/18 Locomotive club Bologna): La performance degli Erra è stata una delle peggiori che abbia visto in questo 2018.

Mi trovavo in prima fila, ho potuto osservare bene i musicisti sul palco ma non ho potuto ascoltare al meglio i suoni (sopratutto di chitarre e della voce), dato che gli impianti audio erano dietro di me, le luci scelte (bianco acceso) sono durate per tutto il concerto senza cambi ed erano abbastanza stancanti, per di più non ho apprezzato molto il cantante, che si è rivolto per buona parte dello show, solo ad una piccola porzione di pubblico sulla destra.

Un concerto molto noioso e che non ha saputo dare la carica, fortunatamente (per il poco che ho sentito), i musicisti hanno suonato bene.

 

2 Amaranthe (03/08/18 Wacken Open Air): No, non ce l’ho con gli Amaranthe, però non ho saputo apprezzarli nemmeno live.

La cosa che più mi ha scosso di questo show è stata la presenza di 3 cantanti sul palco, in particolare però il fatto che, salvo per la cantante Elize Rtd, due di questi facessero sì e no 2 strofe a canzone restano senza “particolari compiti” per il resto del tempo..

I musicisti hanno suonato bene, non ho però apprezzato il mixing dei suoni.

 

3 Gojira (04/08/18 Wacken Open Air): Scrivere riguardo al peggiore show, non è mai semplicissimo, in quanto la valutazione è data anche da un punto di vista soggettivo, ed è tanto più difficile quando la band di cui si parla, è molto apprezzata dallo scrittore.

Detto questo, mi tocca dare il terzo posto ai Gojira, che con il loro concerto a Wacken, sono riusciti ad annoiarmi a tal punto che il momento dei saluti a fine show, è stato per me sollevante

Molto statici, forse un po’ troppo e troppo poco coinvolgenti, se questo è il “concerto tipo” dei Gojira, mi spiace ma non fa per me, tecnicamente parlando, niente da dire, ho apprezzato molto specialmente il batterista Mario Duplantier, anche qua però i suoni non erano mixati benissimo.

 

Peggiori 3 Artwork

 

Amaranthe-Helix

Wilson-Tasty Nasty

Fit For A King-Dark Skies

 

 

Sebbene ci siano stati dei cali, il 2018 ci ha regalato tanti bei momenti e soprattutto tanti bei dischi.

Non possiamo dunque che sperare in un fantastico 2019, che il metal sia con noi.

 

Eyes move in silence

Through a blanket of night

The air here is stagnant

this wood void of light