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Sirenia + Triosphere + Guests @ Legend Club, Milano, 17/11/18

Finalmente ci siamo. Dopo aver ascoltato il nuovo “Arcane Astral Aeons” dei Sirenia qualche settimana fa, disco che mi ha particolarmente colpito per varietà e qualità, non vedevo l’ora di vederli in azione dal vivo il 17 novembre al Legend Club di Milano, insieme ai Triosphere e alle altre band ospiti della serata, organizzata dalla Crown Metal Agency.

Arrivati al locale milanese intorno alle 20:00, con piacere vediamo come ci sia già una certa affluenza e speriamo perciò di poter vedere presto raccogliersi nella sala un pubblico sufficientemente folto. Sul palco salgono i New Horizons, gruppo progressive metal della Toscana. Già dall’intro “Introspective” è chiaro che siamo di fronte ad una band puramente prog e quando si tratta di puro prog, di solito o lo si ama, o lo si odia. Nel caso dei New Horizons se siete degli appassionati del genere, troverete senza alcun dubbio pane per i vostri denti. Questi ragazzi sono musicisti di talento e lo dimostrano nelle articolate proposte della loro scaletta, che segue in ordine i primi cinque brani del loro disco “Inner Dislocation”. Degni di nota sicuramente l’elaborata “Where Is the End”, “Inhuman Wrath” e la ballad “Born in the Future”. Purtroppo però, quando siamo proprio nel pieno dell’esibizione e mancherebbero le ultime due tracce dell’album, a causa di alcuni problemi con le tempistiche della serata, il gruppo deve abbandonare il palco in anticipo. Peccato, perché ci stavano incuriosendo; noi (e ve lo consigliamo anche a voi) andremo a vedere sul web cosa ci offrono i nostrani New Horizons e andremo ad ascoltarci per intero l’album che ci hanno proposto.

Dalla Toscana scendiamo più a sud e facciamo tappa nella capitale: i Wait Hell in Pain da Roma ci offrono un mix intrigante di alternative metal melodico, con una punta di gothic. Dei brani proposti ci sono rimasti impressi “Lost in Silence” e la delicata “New Moon”, entrambe dal loro album “Wrong Desire”. Kate, la minuta cantante dalla voce cristallina, ogni tanto ci sorprende anche con un po’ di buon growl, tenendo il palco con abilità. La band ci propone anche un momento di raffinatezza per veri intenditori, con una cover squisitamente eseguita di “Tom Sawyer” dei Rush. Niente male direi per i Wait Hell In Pain, che con le carte ben in regola ci hanno fatto divertire e apprezzare la loro proposta.

Cambio di palco ed è tempo di serrare i ranghi per i norvegesi Triosphere. Ci spostiamo così su sonorità che si bilanciano tra heavy metal classico e power metal, dominate dalla vocalist e bassista della band Ida Haukland con la sua voce non indifferente, impetuosa sui ritornelli melodici e orecchiabili, efficace sui brani del loro ultimo album “The Heart of the Matter”, di cui la scaletta è composta per la maggior parte, come “Breathless”, “Remedy” e “The Sphere”. Teniamo il tempo sui loro riff e l’esibizione nel complesso scorre piacevolmente, ottenendo una certa risposta del pubblico, tra schitarrate e ringraziamenti. Si chiude in bellezza con l’epicissima “The Heart’s Domination”.

Dopo tanta buona musica è tempo di concludere la serata con i Sirenia. Si comincia subito con “In Styx Embrace”, dal già menzionato nuovo album, che apre ad uno show principalmente dedicato a canzoni estrapolate dagli ultimi due dischi della band, per spezzare ad un certo punto con la meno recente “Winter Land”, molto acclamata dal pubblico. Nel frattempo, il bassista e mente del gruppo Morten Veland sembra piuttosto soddisfatto e non sbaglia un colpo, mentre sia lui che la vocalist Emma Zoldan ci parlano in italiano quasi perfetto, scatenando la felicità del pubblico. Ed è la voce di Emma a meritarsi una menzione speciale, voce che ci dona una performance favolosa non solo sui pezzi propri, ma che si adatta molto bene in sede live pure su quelli più vecchi, studiati per le precedenti vocalist della band. Particolarmente efficace dal vivo è “Asphyxia”, che mette in luce la sua ottima interpretazione. Tra l’euforia per i brani classici e la particolarità di quelli nuovi, l’atmosfera al Legend pare rimanere sempre ben calda, tanto che a un certo punto i Sirenia hanno quasi completato la loro scaletta e noi non ci siamo neanche resi conto di essere ormai agli sgoccioli. Verso la fine della serata torniamo un po’ indietro nel tempo, con “My Mind’s Eye” e “The Other Side” e, dopo una breve pausa, è già tempo di salutarci in grande stile sulle note delle celebri “The Path To Decay” e “Sister Nightfall”.

 

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