Loading

BARISHI – Blood From The Lion’s Mouth

L’ambiente ‘dark’ della musica ha da sempre rappresentato un universo I cui confini si possono allargare o restringere all’occorrenza…ottenuta una visione oscureggiante del proprio sound, la possibilità di infarcimento di arrangiamenti e ispirazioni è pressoché illimitata, riuscendo a generare situazioni interessanti dalle quali scaturiscono orde di bands.

Per i Barishi il discorso non è così semplice…nati da poco più di un lustro come act esclusivamente strumentale, i quattro statunitensi hanno iniziato a impostare un viaggio sonoro che li ha portati a sfociare in ambiente semi-estremo con una naturalezza confortante; “Blood From The Lion’s Mouth” è un debut agrodolce ma che pone delle basi solide nella formazione embrionale del sound, forgiato su chitarroni che uniscono la durezza del death con l’estemporaneità dei generi southern, dove la voce grottesca di Sascha Simms può esternare un growl dalle dimensioni imponenti…inserimenti progressive, qualche blast-beattata e dei refrain semi-acustici aiutano la fruizione di un disco che mette alla prova anche le orecchie più allenate.

La produzione è ottimale per il genere in questione, mostrando una certa maturità nonostante si tratti di una prima uscita; i suoni sono grassi e profondi, puliti oltremodo per creare una sorta di bilanciamento, mentre le performance mostrano dedizione e volontà a migliorarsi…il bilanciamento del mixing e il mastering caldo permettono di assaporare tutto l’insieme di arrangiamenti e sovraincisioni che la band ha apportato, ponendo sotto i riflettori il lavoro perpetuo di Jon Kelley e Dylan Blake.

Sia “Grave Of The Creator” che la titletrack, poste in apertura, non danno un vero benvenuto ai fans, dimostrando di essere i capitoli meno convincenti e ispirati del platter…ma da “The Great Ennead” in poi entra in gioco la visione caleidoscopica dei Barishi che ci porta al cospetto dell’immensa “Master Crossroads, Baron Cemetery” e della tirata “The Spectral Order”, dove una certa cattiveria colpisce nel profondo; la palma della vittoria se la meritano la moderna “Death Moves In Silence”, la visionaria “Bonesetter” e la delicata “The Deep”, dove fuoriesce tutto il meglio che i quattro metallers statunitensi hanno in corpo.

Debut interessante sotto molti punti di vista che ha il solo difetto di meritare molti ascolti per essere

apprezzato…se i Barishi continueranno così dovremo preparare il portafoglio perché ci sarà molto da godere.

  • 7,5/10

  • BARISHI Blood From The Lion’s Mouth

  • Tracklist
    01. Grave Of The Creator
    02. Blood From The Lion's Mouth
    03. The Great Ennead
    04. Death Moves In Silence
    05. Master Crossroads, Baron Cemetery
    06. Bonesetter
    07. The Deep
    08. The Spectral Order

  • Lineup
    Sascha Simms: Vocals
    Graham Brooks: Guitars
    Jon Kelley: Bass
    Dylan Blake: Drums